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La Fifa ci ripensa e propone lo stop al micro-fuorigioco

di Giorgio Billeri
La Fifa ci ripensa e propone lo stop al micro-fuorigioco

La proposta Wenger: offside solo se tutto il corpo è oltre il difensore. La federazione testerà la novità nelle giovanili, l’Italia tra le prime a provarci

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Un piede, un braccio proteso. Addirittura il viso, il naso, due dita. Immagini scomposte, vivisezionate fino al parossismo per stabilire se l’attaccante, con qualche parte del corpo, sia finito oltre l’ultimo difensore. Il fuorigioco del terzo millennio è diventato, con l’avvento del Var materia per specialisti del microscopio, per microbiologi del pallone. C’era una volta il segnalinee (oggi si chiama assistente, come se l’altra fosse un’offesa) che con il solo aiuto della propria vista e della prontezza di riflessi alzava la bandierina per rilevare l’offside: magari, umanamente, sbagliava. Ma l’errore fa parte della sempiterna bellezza di un romanzo chiamato football.

Oggi invece è tutto asettico, meccanizzato, infallibile. Ma a chi piace questo fuorigioco 4.0? E soprattutto, se ne fischiano davvero troppi, una media di sei-sette a partita: col risultato di peggiorare lo spettacolo, spesso di spezzare azioni di grande effetto estetico o annullare grandissimi gol solo perché la punta dello scarpino dell’attaccante è stata “fotografata” oltre il difensore. I puristi, ma anche la grande massa dei tifosi, iniziano a storcere il naso.

Magari è tempo di cambiare rotta, stanno pensando nella stanza dei bottoni del football. Facendo un parziale passo indietro per muoverne alcuni in avanti.

Già: la Fifa e l'Ifab, l’organismo che scrive e “rinfresca” le regole del gioco più amato del pianeta, hanno deciso di riaprire il laboratorio delle innovazioni e testare così una nuova metodologia per segnalare il fuorigioco, regola che sta per compiere un secolo: era il 1924 quando gli inglesi, padri nobili del gioco, introdussero la norma secondo la quale tra l’attaccante e il portiere dovevano esserci almeno due difensori (portiere compreso): e visto che prima erano quattro, il calcio divenne subito più spettacolare, aumentando esponenzialmente il numero di gol e di occasioni.

Questa è storia: e se ha funzionato per cento anni, un motivo ci sarà, anche con le conseguenti, infinite (e fascinose) discussioni da bar: chi non ricorda il gol scudetto annullato alla Roma in casa della Juve a Turone, che fece accapigliare per mesi Viola e Boniperti a suon di centimetri?

Ricordi e profumi di un calcio che fu. Oggi l’arrivo della tecnologia in campo, come detto, ha portato al modello semiautomatico che rileva anche gli offside millimetrici. Ma adesso all’orizzonte di staglia la “legge di Wenger”, dal nome dal tecnico francese Arsene, leggenda dell’Arsenal e oggi responsabile dello sviluppo mondiale del calcio dalla Fifa. Wenger è sempre stato molto critico nei confronti del fuorigioco millimetrico indicato dalla tecnologia, così la Fifa ha raccolto la sua sfida.

Via ai test sul nuovo fuorigioco, dunque: si partirà dalla Svezia, dove verrà provato nelle categorie Under 21 maschile e Under 19 femminile: l'idea di base vuole che venga segnalato il fuorigioco solo quando tutto il corpo è avanti rispetto all'avversario per evitare il conteggio dei millimetri o evidenziare le parti del corpo in gioco e quelle no. L'IFAB regola il fuorigioco con l'articolo 11.2: «Un giocatore sarà in fuorigioco se una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è più vicina alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone, sia al penultimo avversario». Questo è esattamente ciò che vuole dimostrare la Fifa con i test in Svezia. Un metodo antico eppur nuovo che si vorrebbe introdurre anche in Olanda e Italia. Per salutare i microbiologi e ritrovare emozioni.

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