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Velasco, una luce in fondo al tunnel: c’è un po’ di Toscana nel tricolore

di Stefano Fiori
Velasco, una luce in fondo al tunnel: c’è un po’ di Toscana nel tricolore

Ok il bolognese cresciuto all’Elba. Gli altri? Bilancio negativo

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Con il campionato italiano svoltosi sabato a Comano Terme (Trento) , si può mettere un punto alla prima parte della stagione ciclistica 2023 e il bilancio per il ciclismo italiano è tutt’altro che lusinghiero. Tuttavia, nella prova tricolore è stata Gran Toscana. Ha infatti vinto il ventottenne Simone Velasco, nato a Bologna ma cresciuto a Procchio nell’Isola d’Elba dove ha insegnato Surf e ha conosciuto la bicicletta, anche tramite il fuoristrada. Ora Velasco vive a San Marino con la compagna Nadia e la figlia di otto mesi, Diletta.

La vittoria dell’atleta del team Astana, maturata allo sprint nei confronti dei sei compagni di fuga, è stata netta, con Lorenzo Rota secondo e altri due toscani al terzo e quarto posto, l’esperto Kristian Sbaragli - nato a Empoli ma cittadino di Castelfiorentino - e il debuttante Filippo Magli, anche lui empolese ma cresciuto nel glorioso GS Mastromarco di Vincenzo Nibali & C. Oscar della sfortuna a uno dei giovani più interessanti del panorama ciclistico italiano, Filippo Baroncini, appiedato da una foratura a meno di quattro chilometri dall’arrivo, mentre era nel gruppo dei battistrada con fondate ambizioni di puntare alla maglia tricolore grazie al suo sprint.

Giova ricordare che Baroncini era reduce da due cadute con brutte fratture, che hanno compromesso il suo 2022 e la parte iniziale del 2023. Ricapitolando il bilancio del ciclismo italiano 2023, in totale i successi collezionati dai nostri professionisti sono 33 alla data odierna, una miseria rispetto alle stagioni passate. Giulio Ciccone, messo KO dal Covid prima del Giro ma deludente al campionato italiano prima dell’imminente partecipazione al Tour de France e il sorprendente passista velocista - una rivelazione al Giro - Jonathan Milan sono i plurivittoriosi con tre affermazioni a testa, seguiti a quota due vittorie dal "chiaroscuro" Filippo Ganna, ottimo alla Sanremo e alla Roubaix, campione italiano della crono ma a sua volta penalizzato da una forma aggressiva di Covid. Due i successi per Filippo Zana, campione italiano uscente messo KO da una caduta pochi giorni fa, brillante al Giro con un successo di tappa e una classifica onorevole e due i successi per il già citato Simone Velasco che, giova ricordarlo, si è piazzato quarto nel campionato italiano a cronometro e nel 2022 giunse 30° e primo degli italiani al Tour de France. Due i successi anche per Filippo Fortin, Luca Vergallito ed Ansaloni. In definitiva un panorama poco rassicurante, anche se qualche segnale positivo è giunto da Filippo Ganna alla Milano-Sanremo, secondo e alla Parigi-Roubaix, sesto.

Note assai dolenti riguardano le gare a tappe, poiché al Giro d’Italia, oltre a un poker di successi parziali, i nostri corridori hanno raccolto poco altro. Il quarto posto di Damiano Caruso fa onore al coriaceo ciclista siciliano, che però veleggia ormai verso i quaranta anni. Scorrendo la graduatoria dei primi trenta troviamo Filippo Zana, 18°, il bolognese Lorenzo Fortunato, che ha un po’ deluso dopo l’ottimo 2022, 21°, il solito Simone Velasco, 26°, il resiliente, inaffondabile livornese Diego Ulissi, 28° e l’ottavo dei sette nani (sportivamente parlando...) Davide Formolo, 30°. Non sono necessari altri commenti. Quello che si nota è l’estrema difficoltà nel garantire un flusso di giovani atleti promettenti dalle categorie minori al professionismo. Qualche talento c’è, ma permane l’impressione che soprattutto nelle categorie Juniores e Under 23 si perdano per strada parecchi elementi promettenti. Colpa delle gestioni tecniche, di vari diesse ormai obsoleti, del voler comunque spremere questi ragazzi per ottenere dei successi che in proiezione professionismo significano ben poco? O del momento critico riguardante la gestione economica delle squadre, con sponsor importanti che latitano e costi e adempimenti eccessivi per svolgere attività agonistica in queste categorie che dovrebbero costituire la linfa vitale per il nostro ciclismo?

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