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Cybercalciomercato, l'algoritmo che ha licenziato Maldini e Massara e la "sabermetrica": cos'è e come funziona
I primi due dipendenti del calcio italiano rimasti senza lavoro "per colpa" della tecnologia sono Paolo Maldini e Frederic Massara. Nelle ultime stagioni hanno ricostruito il Milan scovando talenti diventati giocatori top in maglia rossonera. Ma i nuovi proprietari del club puntano a fare acquisti con un sistema innovativo
Occhiali scuri, posto defilato in tribuna per passare inosservati. Taccuino e biro per segnarsi i nomi dei potenziali campioni. Tutto questo sta per finire. Acqua passata. Addio osservatori negli stadi. Un giorno il lavoro dell’uomo sarà sostituito dalla tecnologia. Alzi la mano chi ha sentito almeno una volta questa “massima”. Un grande classico dell’era moderna, che rimbalza dai tavolini dei bar alle trasmissioni tv. Cambiano i termini – più o meno raffinati e tecnici a seconda del contesto –, ma non la sostanza. E se i sistemi produttivi sempre più robotizzati spaventano già da qualche tempo i lavoratori di fabbriche e stabilimenti, ora quel giorno è arrivato nel pettinato e milionario mondo del pallone. I fenomeni del futuro si scelgono dal computer.
Licenziati per l’algoritmo
I primi due dipendenti del calcio italiano rimasti senza lavoro per colpa della tecnologia sono Paolo Maldini e Frederic Massara. Nelle ultime tre stagioni hanno ricostruito il Milan scovando talenti diventati giocatori top in maglia rossonera: Bennacer, Maignan, Theo Hernandez, Kalulu e Tonali, che ora è pronto ad approdare al Newcastle per la cifra mostruosa di 80 milioni di euro. Solo per citarne alcuni. Un lavoro di scouting praticamente perfetto, che ha portato anche uno scudetto – nello scorso campionato – che mancava addirittura da undici anni. Tanta roba, ma non abbastanza per convincere la nuova proprietà americana, rappresentata dall’ambizioso e futuristico Gerry Cardinale, a rinnovare loro il contratto. Licenziati. I calciatori li sceglierà un algoritmo: si chiama Moneyball.
L’inventore e le “regole”
“Sabermetrica”. Tutto inizia da questa parola. Billy Beane è stato il primo direttore sportivo di una franchigia professionistica del baseball americano ad aver utilizzato la sabermetrica (analisi empirica, ndr) come unico criterio da tenere in considerazione nei processi decisionali legati alla squadra. La sabermetrica è l’analisi del gioco attraverso le statistiche, le più svariate e basate su una miriade di parametri differenti. Il termine deriva dall’acronimo SABR, che sta per “Society for American Baseball Research”. Ma chi ha inventato la sabermetrica? Bill James, nato in Kansas nel 1949. È stato lui a introdurre nel mondo del baseball un approccio scientifico. Una sorta di genio visionario. E vincente. Nel 2003, infatti, il padre della sabermetrica è stato assunto dai Boston Red Sox per riportare in Massachusetts un titolo che mancava dal 1918. Missione compiuta: dal 2003 al 2022 i Red Sox hanno conquistato tre titoli, di cui il primo proprio nel 2004. Coincidenze? Può darsi. Ma può darsi anche di no.
Nel calcio
Il calciomercato estivo del Milan, dunque, si affiderà in buona parte all’algoritmo che incrocia numeri e rilevazioni di migliaia di giocatori di tutto il mondo. Quello del club rossonero non è esattamente un esperimento. L’osservatore ipertecnologico nel pallone ha già fatto del bene. Moneyball negli ultimi anni ha confezionato la fortuna del Brentford – tornato nel 2021 in Premier dopo 74 anni di assenza – e del Midtjylland, che ha vinto tre campionati in Danimarca.
Nel Milan
L’avvento di Moneyball nella stanza dei bottoni del Milan ha generato alcune mosse collaterali all’interno della dirigenza. Oltre agli addii di Maldini e Massara, ci sarà un amministratore delegato, Giorgio Furlani, che avrà più poteri e che si confronterà direttamente con mister Stefano Pioli. Maldini e Massara saranno dunque sostituiti da un gruppo di lavoro che baserà le sue scelte su analisi di dati, statistiche, capacità di adattamento all’assetto tattico di ogni singolo giocatore. Il tutto nell’ottica di massimizzare gli investimenti sul mercato, stando attenti sia ai conti che alla qualità dei rinforzi. Ebbene sì, il giorno è arrivato. Dopo l’avvento del Var, il calcio è ancora più cyber.
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