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Pallavolo, nel fantastico mondo di Federica Squarcini: «Lo scudetto e il sogno Olimpiadi»

di Tommaso Silvi
Pallavolo, nel fantastico mondo di Federica Squarcini: «Lo scudetto e il sogno Olimpiadi»

Dalla piccola palestra di paese al tetto d’Italia e la maglia azzurra: «E non finisce qui». Ambizioni e passioni della centrale pisana che ha confezionato il trionfo della Imoco

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Non è questione di fede. Ma di storie. E quella di Federica Squarcini nasce da San Bartolomeo. È il patrono di Capannoli, poco più di 6mila abitanti nel verde della provincia di Pisa. Ed è anche il nome della squadra di volley del paese.

«Dove ho iniziato a giocare a pallavolo. In palestra ci sono ancora le foto in bacheca. Quando torno a casa passo sempre da lì, anche solo per pochi minuti, a guardarle. E mi emoziono».

Poco più di un mese fa Federica ha vinto lo scudetto con la Imoco Conegliano. Oggi è impegnata con la Nazionale nella Nations League. Le azzurre dopo Bulgaria, Repubblica Dominicana e Olanda ieri hanno battuto anche le padrone di casa cinesi. Il sogno di Federica – dal paese al tetto d’Italia – continua.

Partiamo dall’ultimo punto di gara cinque contro Milano. L’attimo in cui la “sua” Imoco si è laureata campione d’Italia.

«Avevo le lacrime agli occhi. Quando mancava solo l’ultimo punto ci siamo un po’ bloccate, Milano ha abbozzato una rimonta, ma poi abbiamo messo a terra quel benedetto pallone ed è iniziata la festa. Ero in panchina mano nella mano con le mie compagne. Vedere tutta la città di Conegliano festeggiare con noi è stato fantastico».

Scudetto e molto altro. A nemmeno 23 anni ha già vinto moltissimo.

«Quando mi guardo indietro sono felice. Il mio è stato un percorso in crescendo. Modena, Sassuolo, la promozione in A2, poi la Nazionale, la vittoria della Coppa Cev con Monza. Quindi Cuneo e la mia prima stagione da titolare in Serie A. Il successo ai giochi del Mediterraneo e lo scudetto. Sono soddisfatta, ma voglio vincere ancora. Non si può giocare all’infinito, e voglio sfruttare al meglio ogni occasione».

Quando si è accorta che questo sport sarebbe potuto diventare davvero la sua vita?

«Da piccola non coltivavo il sogno del volley, mai avrei pensato di allontanarmi da casa per la pallavolo. Poi tutto è cambiato, e ho iniziato a dedicare la mia vita allo sport. Quando ero a Modena mi allenavo con la prima squadra, lì ho avuto la sensazione che avrei potuto fare la pallavolista di mestiere».

Ora un’altra avventura con la Nazionale. Ormai la maglia azzurra la conosce bene. Qual è il suo sogno con l’Italia?

«Ne ho tanti. Ora voglio godermi l’esperienza della Nations League, lottando per guadagnarmi il posto in vista delle prossime competizioni. Il sogno più grande è quello di partecipare alle Olimpiadi la prossima estate. Sarà difficile, c’è tanta concorrenza nel mio ruolo (centrale, ndr). So bene che il mio futuro in Nazionale dipende anche e soprattutto dalle prestazioni durante la prossima stagione».

Chi è Federica fuori dal campo?

«Una ragazza alla quale piace divertirsi nei pochi giorni liberi a disposizione. Adoro lo shopping, per me è un antistress. Mi piace cucinare e ho un debole per la tagliata rucola e grana e per il pistacchio, anche se non dico mai di “No” a un piatto che non conosco. È bello sperimentare».

Sotto rete è nata anche la sua attuale relazione. Giusto?

«Sì, il mio ragazzo è Filippo Federici, anche lui pallavolista nel giro della Nazionale. Nella prossima stagione giocherà a Modena e sono felicissima perché potrò tornare a frequentare una città che amo e in cui è iniziata la mia avventura nella grande pallavolo».

Rispetto agli altri Paesi del mondo, quanto è seguita la pallavolo in Italia? C’è ancora strada da fare o pensa che sia già uno sport popolare, seppure non ai livelli del calcio?

«La pallavolo è molto seguita in Italia, anche se la differenza col calcio è abissale, in termini di popolarità, ma anche di stipendi. Quest’anno a Conegliano il palazzetto nelle nostre gare in casa è sempre stato pieno, e tante persone ci seguivano anche in trasferta. Credo però che ci sia ancora molta strada da fare, perché il volley spesso viene considerato uno sport minore».

Si concederà una vacanza questa estate. Con Filippo Federici avete già scelto la meta?

«Vediamo cosa accadrà con la Nazionale. In base a quando saremo liberi sceglieremo dove andare. Mi piacerebbe farmi qualche settimana di mare al sud, in particolare mi attira molto Lampedusa. Ma anche la Sardegna ha dei posti bellissimi. C’è bisogno di un po’ di relax per ricaricare le batterie».

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