Sicurezza
Trequarti di nobiltà: bentornati. In Serie A i fantasisti riprendono il potere
Da Luis Alberto a Dybala fino a Brahim Diaz. Baldanzi guida la carica dei giovani talenti, l’Italia riscopre il gusto del dribbling
Alla fine dello scorso millennio, l’esasperazione tattica aveva messo in un angolo la fantasia, subordinata alla rigida applicazione degli schemi prefissati. La magia di un dribbling, di una giocata, appunto, fuori dagli schemi sembrava destinata ad essere definitivamente archiviata, a favore di un calcio fatto di movimenti imparati a memoria. Poi, con l’arrivo di un piccolo ragazzo argentino, dal fisico tanto minuto quanto ricco di talento – Leo Messi – ha nuovamente messo al centro del villaggio il ruolo del fantasista, da sempre il calciatore in grado di accendere le fantasie dei tifosi. Fantasisti erano i compianti Pelè e Maradona, Roberto Baggio, Zidane, tutti giocatori ormai scolpiti in modo indelebile nella storia del calcio.
IN ITALIA
Anche nella nostra Serie A la figura del fantasista è fondamentale per quasi tutte le squadre. Giocatori in grado di decidere una partita con una giocata, come si è visto nella vittoria della Lazio sulla Sampdoria. Dopo una partita grigia, Luis Alberto ha pescato il jolly, con una conclusione all’incrocio che ha regalato i tre punti a Sarri. Certo, le caratteristiche sono cambiate, non più soltanto dribbling ed assist, ma anche capacità di inserimento senza palla e rigore tattico.
CARATTERISTICHE
Accanto ai giocatori che del fantasista hanno il classico “phisique du role”, come Paulo Dybala oo Brahim Diaz, ce ne sono altri con caratteristiche diverse, ma altrettanto importanti per le fortune delle proprie squadre. In questo senso l’Atalanta fa scuola: Gasperini ha a disposizione tanti giocatori capaci di giocare tra le linee, con caratteristiche diverse. Pasalic è quello che più assomiglia al tipico fantasista, così come Lookman o Muriel, mentre il giocatore più utilizzato in quel ruolo, l’olandese Koopmeiners, è il classico trequartista di nuova generazione, magari senza troppa fantasia, ma con sontuosi tempi di inserimento e un rigore tattico difficile da trovare in uno che gioca tra le linee. Caratteristiche che ha anche Adrien Rabiot.
GLI ALTRI
Quasi tutte le squadre hanno giocatori con queste caratteristiche; a Monza ci sono Ciurria e Caprari, al Torino Vlasic e Miranchuk, a Salerno la prima mossa di Paulo Sousa è stata quella di riproporre Candreva dietro le punte. Non solo, a Udine troviamo Thauvin, a Verona il giovane belga Ngonge, arrivato a gennaio e subito protagonista, ad Empoli la grande promessa Baldanzi. E che dire del Napoli? Spalletti ne ha disposizione davvero tanti: lo hanno fatto, a turno, Raspadori, Lozano, Simeone e, soprattutto, Kvaratskhelia, che parte dall’esterno, ma diventa imprendibile quando si accentra.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
