Il dolore
Mai dire May: Larissa batte Fiona
Impresa Iapichino: la fiorentina vola fino a 6,97 e migliora il record della mamma. Favoloso argento europeo. Sul secondo gradino del podio anche la 4x400 donne
ISTAMBUL. Le frecce tricolori sui cieli di Istanbul lasciano una scia di lacrime commoventi, parole gonfie di orgoglio e ottimismo e altre imprese da podio. Perché c'è un'Italia a tutta velocità, in pista e in pedana, che ha allargato il numero dei suoi interpreti e, dopo le imprese olimpiche di Tokyo, guarda adesso dritto al Mondiale con ancora più rinnovata fiducia e con nuovi protagonisti pronti a regalare altre emozioni. L'impresa di Samuele Ceccarelli che batte il suo idolo Marcell Jacobs sui 60 metri per una storica doppietta azzurra spinge la squadra italiana verso traguardi da sogno, e nell'atto conclusivo di questi Euroindoor da incorniciare conquista altri due argenti pesanti, con Larissa Iapichino nel lungo, con tanto di record Italiano (6,97, superando mamma Fiona) e la staffetta 4x400 femminile per un bottino di sei medaglie, di cui due d'oro e quattro argenti. Numeri che testimoniano la forza di un gruppo che ha portato venti azzurri in finale (erano 12 nell'ultima edizione di Torun). Il “day after” per Ceccarelli è un turbinio di emozioni e di commozione, quella che fino ad allora era riuscito a tenere sotto controllo. Sul podio per la premiazione, l'atleta toscano, artefice di un mese da favola (campione italiano ed europeo in appena due settimane), si è sciolto al risuonare dell'inno di Mameli. Ed è lì che ha iniziato a rendersi conto dell'impresa realizzata: «Almeno una lacrima doveva scendere, perché questa vittoria vuol dire davvero tanto».
Nell'ultima giornata di gare prestazione memorabile di Larissa Iapichino, che al quinto salto, al termine di una gara di altissimo livello dopo aver eguagliato il suo primato italiano di 6,91, lascia la zampata finale con un 6,97 che le vale l'argento dietro la britannica Jazmin Sawyers con 7,00 e la consacrazione internazionale dopo un lungo periodo di oscurità. «Per la prima volta in vita mia ho pensato solo a saltare e a niente altro. Volevo stare nella mischia fino alla fine, ero competitiva e volevo essere grintosa e con voglia di fare. Sono un po' cresciuta», ha raccontato con tutta l'euforia che aveva in corpo. Ed emozionante è stata anche la prova delle staffettiste azzurre della 4x400 (Alice Mangione, Ayomide Folorunso, Anna Polinari ed Eleonora Marchiando) che in 3'28"61 sono arrivate alle spalle dell'inarrivabile Olanda (3'24"66). «Stiamo riportando l'Italia di nuovo ai massimi livelli», ha dichiarato il presidente della Fidal Stefano Mei, che si coccola una squadra pronta a stupire ancora.
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