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Italrugby, i Leoni sono loro

di Alessandro Cecioni
Italrugby, i Leoni sono loro

Azzurri battuti nettamente a Twickenham davanti a quasi 82mila spettatori. L’Inghilterra ancora più forte: «Li avevamo studiati, hanno cambiato modo di giocare»

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Twickenham resta irraggiungibile per la giovane Italia di Kieran Crowley, contro l’Inghilterra finisce 31-14 con gli inglesi che segnano cinque mete (Willis, Chessum, Poortvliet, meta tecnica e Arundell) e l’Italia due (Riccioni e Fusco) . Aggrediti e costretti a giocare nella propria metà campo per tutto il primo tempo gli azzurri diventano fallosi (nove punizioni concesse contro due) e subiscono anche un giallo (Lorenzo Cannone al 27’) che costa all’Italia dodici punti. Davanti a quasi 82mila spettatori la pressione sull’Italia diventa fisica ed emotiva («Impressionante giocare davanti a un pubblico così», dirà dopo Niccolò Cannone che qui c’era venuto con lo stadio vuoto per il lockdown) , il ritorno nella mediana inglese di Farrell dà più consistenza a un gioco semplice ma ruvido dove in prima linea Genge mette sotto il rientrante Riccioni fin dalla prima mischia. «Lì ci è mancato un piano B – dice il ct Crowley – dobbiamo essere capaci di cambiare in fretta». E Giacomo Nicotera, tallonatore azzurro spiega: «Avevamo studiato il loro modo di ingaggiare contro la Scozia, ma hanno cambiato e ci siamo trovati in difficoltà. Lì siamo noi in prima linea che dobbiamo capire, quando lo abbiamo fatto, all’inizio del secondo tempo, le cose sono cambiate».

«Sei calci presi da mischia – è ancora Crowley a parlare – hanno fatto la differenza con loro che calciavano nell’angolo e potevano mettere in moto il drive». «Abbiamo visto l’Italia contro la Francia – dice Borthwick, capo allenatore inglese – velocissima nel fare uscire il pallone, abbiamo adottato la strategia di aggredirli nei punti di incontro e rallentare la palla, perché in velocità loro, dietro, sono temibili”.

Strategie, piano B

Se a questo si aggiunge che l’Italia al 22’perde il suo capitano Michele Lamaro toccato duro a una coscia si possono capire le difficoltà affrontate e il 19-0 della fine del primo tempo sembrava tutto sommato un ottimo risultato, considerato anche che al 3’della ripresa Riccioni, più a suo agio in mischia, riusciva a raggiungere la meta per il momentaneo 19-7 che faceva ben sperare. È il 43’ma l’abbrivio positivo si esaurisce subito, l’Inghilterra torna nella nostra metà campo, c’è uno scontro violento con scambio di cortesie fra Negri e Farrell, l’arbitro, il neozelandese James Doleman, a un inglese che si lamenta: «Capisco che tu sia eccitato, ma non è il tuo compleanno, datevi tutti una calmata».

Pochi minuti e le speranze azzurre si spengono su un fallo in drive che impedisce agli inglesi di segnare, Ferrari, appena entrato becca il giallo e i suoi compagni una meta di penalità, 26-7. Gli inglesi potrebbero dilagare, ma devono ringraziare l’anguilla Capuozzo e Padovani se non arrivano a segnare. Capuozzo è protagonista anche dell’azione più bella della partita con apertura sulla chiusa di Bruno che dà a Varney che fa un offload sull’estremo. Lì la meta non arriva ma un minuto dopo in un’altra bella penetrazione di Menoncello è Fusco a sorprendere la difesa inglese e a tuffarsi in meta: 26-14.

«Potevamo riaprirla ma loro ci hanno messo ancora sotto e sono arrivati in meta di nuovo», dice Federico Ruzza, diventato capitano dopo l’uscita di Lamaro. Ora una settimana di riposo poi all’Olimpico arriverà l’Irlanda che ha distrutto la Francia. «Sarà una partita durissima ma abbiamo dimostrato che fisicamente ci siamo – dice Nicotera – anche gli inglesi sono usciti segnati dal campo».




 

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