La manifestazione
Napoli e il dipinto di Kvaravaggio
Il georgiano sempre più re di Napoli: una magia apre una sfida difficile. Poi la chiudono Osimhen ed Elmas: Spalletti si addormenta a più sedici
NAPOLI. Le tele di Kvaravaggio, a Napoli, sono ormai oggetto di esposizione permanente. Kvicha Kvaratskhelia, con quel nome da codice fizscale, a Napoli è solo Kvara, C’è anche chi, rischiando la blasfemia, lo chiama Kvaradona. Azzardato, certo; ma tra qualche mese il risultato potrebbe essere lo stesso, ovvero lo scudetto che fu di Diego potrà essere anche del georgiano. Sempre più dweterminante, giocatore di livello mondiale ad appena 22 anni (che ha compiuto ieri). Prendete la partita con la Cremonese: difficile, chiusa, ostica, ispida. Ballardini che ormai sa come si fa e che dopo il blitz di Coppa Italia vuole spargere granelli di sabboia nel perfetto ingramaggio di Spalletti. E per un po’ ci riesce anche: raddoppi, corsa, ripartenze e anche qualche timido tentativo offensivo. Il tutto fino al 22’, quando Kvara decide che è tempo di far saltare la cassaforte lombarda: controllo, sguardo laser verso la porta, torsione e destro che spunta tra mille gambe e incenerisce Carnesecchi. Gol tutt’altro che banale, che sembra facile solo perchè a farlo è un campione che bussa alle porte dei fuoriclasse.
Spalletti respira, la partita può mettersi sui binari preferiti dal Napoli: ripartenze vertiginose. Eppure la Cremo non ci sta, non ha ancora vinto un match di campionato eppure affronta il Moloch con coraggio, petto in fuori. Il Balla ha dato alla squadra la voglia di osare, il palleggio, la grinta: ma davanti manca il tonnellaggio giusto per mettere in ambasce due mammasantissima come Rrahmani e Kim. Così il Napoli, sornione, aspetta sul fiume il corpo dell’avversario. Ed a mwtà ripresa colpisce con una delle due tante armi: le palle inattive. Kim torreggia e spizza, sul secondo palo naturalmente c’è lui, il Re Mida con il numero 9, Osimhen che da zero metri mette dentro la perla numero 17 della sua collana in campionato. Poi Elmas fa tris. C’è tempo per i cambi, per pensare anche in avanti, soprattutto all’ Eintracht in Champions. Già, perchè il patron De Laurentiis l’had etto chiaro eforte: il Napoli, questo Napoli, può anche fare un pensierino alla Coppa dalle grandi orecchie. Intanto Spalletti ieri sera si è addormentato a più sedici dall’Inter, che gioca stasera a Marassi: un vantaggio siderale, roba da Juve anni Trenta o da Grande Torino. Con Kvaravaggio e Osimhen, i due superman incontratisi per caso, ogni sogno è lecito. Anche in serate come queste, che sembrano odinarie ma in realtà rappresentano un altro, solido mattocino per edificare un grande traguardo.
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