Il dolore
In Australia Djoko da ragazzi
Nella finale degli Open di Melbourne batte Tsitsipas e raggiunge Nadal a quota 22 Slam. Il discorso ai giovani: «Osate sempre, non lasciate che vi portino via i vostri sogni»
MELBOURNE. «Osate sognare, non lasciate che vi portino via i vostri sogni». Chiaro l’invito ai giovani di Novak Djokovic durante la cerimonia di premiazione per il suo decimo Australian Open dopo la finale vinta su Stefanos Tsitsipas. Djokovic, ancora Djokovic, fortissimamente Djokovic. Con la testa e con il cuore, che si tocca con la mano dopo il match point, il serbo conquista il decimo Australian Open su dieci finali e eguaglia i 22 Slam di Rafa Nadal.
Si emoziona, il serbo. Piange di gioia e di sollievo dopo il 63 76 76 a Stefanos Tsitsipas, sconfitto per la seconda volta su due in una finale Slam. Grazie a questo risultato Nole, unico giocatore a finire sette stagioni in vetta al ranking ATP, inizierà la sua 374ma settimana da numero 1. Djokovic diventa il terzo campione più anziano dell’Australian Open nell’era Open.
Tsitsipas rimane uno dei sette giocatori in attività che hanno giocato almeno una finale Slam ma ancora non hanno conquistato il loro primo major. E continua a rimandare l’appuntamento con la prima vittoria su Djokovic dal quarto di finale a Shanghai del 2019. Il serbo, invece, allunga a 17 la striscia di successi contro Top 5 all’Australian Open dopo aver perso le prime due, contro Marat Safin al primo turno nel 2005 e Roger Federer negli ottavi del 2007.
Djokovic, che ha definito questo trionfo «il più grande della mia carriera», ha parlato dell’importanza di una finale giocata fra rappresentanti di due nazioni come la Grecia e la Serbia.
«Due nazioni relativamente piccole, senza una vera tradizione tennistica - ha detto -. Non abbiamo tanti campioni a cui guardare, che abbiano raggiunto la vetta del nostro sport. Penso che possiamo dare un messaggio a chiunque nel mondo ci stia guardando, a tutti i giovani che sognano un giorno di essere qui dove ora siamo io e Stefanos. Sognate in grande». È un invito al viaggio, quello di Djokovic. «Non importa da dove venite. Più difficoltà incontrate nella vita, più sfide superate, più tutto questo vi renderà forti. Io e Stefanos ne siamo la prova - ha detto -. Non permettete a nessuno di togliervi quel sogno. Alimentatelo, innaffiatelo come si fa con le piante. Se anche ci fosse una sola persona nel mondo che vi accetterà, che abbraccerà e sosterrà i vostri sogni, trovatela e sognate in grande. Perché potete farcela».
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