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La Lega Araba: i sauditi comprano il derby di Milano

di Fabrizio Bocca
La Lega Araba: i sauditi comprano il derby di Milano

Il nostro governo del calcio si inchina. Niente diritti umani ma grande spettacolo tv tra droni e tecnologia

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L’indignazione per la violazione dei diritti umani è inversamente proporzionale al denaro versato. Più aumenta il denaro versato a chi è pregato di non rompere le scatole con i diritti umani, e più l’indignazione si sopisce, fino a diventare un sbuffo. “Uffa! Ancora con questa storia dei diritti umani, e basta no?”.

Per Milan-Inter di Supercoppa Italiana a Riad potremmo indignarci in proporzione di quanto ci siamo indignati per i Mondiali in Qatar. Ma riguardandoci la storia da vicino, pochi guardano sotto i 7,5 milioni di euro che vale questo derby sradicato da San Siro per portarlo al King Fahd International stadium di Riad in Arabia Saudita. Un 10% per la Lega di A e il resto da dividere quasi alla pari tra Milan e Inter.

Nessuno sarà ricordato per una Supercoppa, né chi la vincerà, né chi la perderà, ma questo derby di Milano è abbastanza carico, e il fatto che il Napoli abbia già messo troppi punti tra se stesso e le inseguitrici, rende il match molto appetibile. E soprattutto, visto che si parla di soldi, spendibile. Gli organizzatori hanno già preparato un’offerta di 23 milioni a stagione per la Supercoppa Italiana, ma con due semifinali e una finale, dei prossimi sei anni.

Secondo il Democracy Index 2021 l’Arabia Saudita, classificata come “regime autoritario”, occupa la 152a posizione su 167 paesi analizzati. In tema di diritti umani, eravamo allertati sull’Arabia Saudita già parecchi anni prima che si giocassero i Mondiali in Qatar. Su omosessualità, condizione femminile, discriminazioni religiose, applicazione della pena di morte, tortura, libertà politiche, diritti legali e sfruttamento dell’immigrazione potremmo fare considerazioni identiche a quelle che abbiamo fatto sui Mondiali in Qatar.

E il brutale omicidio del giornalista scrittore Jamal Khashoggi nel 2018 nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul sta lì a simboleggiare il martirio della democrazia e dei diritti. Il principe Mohammad bin Salman accusato di essere il mandante dell’omicidio ha già riciclato e “ripulito”, per quanto possibile, la sua immagine a livello internazionale. Ricordiamo tutti le polemiche feroci per i viaggi di Matteo Renzi in Arabia Saudita per interviste e conferenze.

Già da prima dei Mondiali in Qatar l’Arabia Saudita ha fatto dello “sportwashing” un’operazione di accreditamento a livello internazionale. E nel suo piccolo anche la Supercoppa Italiana ne fa parte. Non avendo un Mondiale a disposizione l’Arabia Saudita ha concentrato una serie di eventi che vanno dalla Dakar, alla Supercoppa Spagnola addirittura in forma di Final Four e vinta dal Barcellona, per finire a una clamorosa amichevole che mette contro Cristiano Ronaldo, nuova stella dell’ Al-Nassr, e Lionel Messi, con il suo Psg e fresco campione del mondo.

Per stare al passo con Ronaldo e l’Al Nassr (contratto da un miliardo, come calciatore prima e testimonial poi fino al 2030) l’Al Hilal sarebbe addirittura pronto a offrire a Messi, 300 milioni all’anno per la più ricca delle pensioni mai esistita.

A tutto questo aggiungiamo Formula 1, la Motogp in arrivo, e ancora golf, wrestling, ciclismo etc. Nel 2029 l’Arabia Saudita ospiterà i Giochi Asiatici Invernali., c’è un’intera città futuristica in costruzione tra le montagne del deserto, si chiamerà Neom, ci investiranno 500 miliardi di dollari. E portarenno la neve fino a laggiù. Insomma, lo sport fa da lavatrice dei panni sporchi, offrendo al mondo un’immagine ricca, glamour, perfetta, addirittura ideale.

Vedremo una partita perfetta, anche più bella e spettacolare del reale. La Lega di A annuncia che sarà ripresa con un numero di telecamere, almeno 30, ben superiore allo standard del campionato (solitamente 22). E’ il “Cine Pack Look”: riprese da cinema in stile Colossal. E poi Replay Super Slow Motion e addirittura Ultra Motion, immagini e ricostruzioni virtuali, un drone in volo sui giocatori.

Insomma una specie di partita alla Play Station, in realtà aumentata. Il top sarà il SAOT (Semi Automated Offside Technology), il fuorigioco semiautomatico, fatto di sensori e intelligenza artificiale. Telecamere, computer e sensori rilevano la posizione del pallone e dei calciatori trentasei volte al secondo. Subito dopo avremo l’arbitro robot, e amen.

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