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Allegri, l’uomo chiamato graticola: ora deve centrare la Champions

Allegri, l’uomo chiamato graticola: ora deve centrare la Champions

Tornano le ombre di Zidane e Conte, ma Max ha in mano la squadra

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Così va il calcio. Venerdì pomeriggio Massimiliano Allegri era tornato l’allenatore ideale per il popolo juventino. Sabato mattina il tecnico livornese era tornato il capro espiatorio dei social, dopo la clamorosa sconfitta del “Maradona”. Allegri out è l’hashtag tornato a fare tendenza sulla rete, e la gente bianconera lo dice forte e chiaro: il futuro è Zinedine Zidane o Antonio Conte. Non sono bastate otto vittorie di fila, non è bastato un atteggiamento da vero leader in un momento difficilissimo dal punto di vista societario. No, alla Juve vincere è la sola cosa che conta e qualcuno forse si era illuso che questa rosa, questa squadra potesse veramente rimontare il Napoli e sperare nello scudetto. Max è uomo ormai esperto e sufficientemente disincantato - è uno dei tratti migliori del suo carattere - per conoscere come gira il calcio, che un giorno ti sbatte dall’altare alla polvere.

Certo che non sarà facile rimettere insieme i pezzi e pensare alla qualificazione Champions e alla Coppa Italia dopo una scoppola del genere. «Mi mancava la voce di Allegri esonerato. Mi mancava, nel senso: era una mancanza che sentivo. Sono contento» erano state le parole del tecnico bianconero quattro mesi fa, quando la posizione in classifica era ben peggiore dell’attuale terzo posto. Il club aveva insistito su di lui ma dopo quattro mesi è tornato in tendenza #AllegriOut… E ora cosa succede? A brevissimo giro di posta niente: oggi si insedia il nuovo consiglio di amministrazione guidato da Maurizio Scanavino che ha già confermato la fiducia in Allegri e Cherubini per quanto riguarda la gestione sportiva. Toccherà a loro tracciare un bilancio a fine stagione in base ai risultati. «Allegri rimane il punto di riferimento dell’area sportiva» ha detto John Elkann, ad di Exor, l’azionista di maggioranza, dopo il terremoto delle dimissioni del cugino Andrea Agnelli.

Un’investitura per Max, che adesso è sempre più l’uomo forte alla Continassa: ha in mano lui l’intero progetto sportivo ma attenzione: la qualificazione alla prossima Champions è l’obiettivo minimo che il tecnico livornese dovrà centrare: altrimenti le possibilità di permanenza potrebbero ridursi, nonostante il contratto (ricco) in essere fino al 2025. Max ha dovuto spremere il massimo da una squadra incompleta, alle prese con mille guai fisici: ha lanciato tanti giovani, ha rimesso la stagione in carreggiata. Ora dovrà fare un’altra piccola impresa, ma lui lo sa: alla Juve niente è facile.

G.B.


 

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