La protesta
Astenersi perditempo: anche in serie A arrivano i recuperi extralarge
Stop alle esultanze lunghe e ai tempi morti, le partite dureranno 100’
Cento minuti, magari 105. Abituiamoci all’idea: resteremo seduti sui gradoni dello stadio molto più a lungo rispetto al passato. Armiamoci di pazienza e caffè.Il calcio ha preso una strada precisa in Qatar, e vuole percorrerla in tutti i campionati: addio perdite di tempo, addio trucchetti, addio anche alle esultanze smodate e senza fine: gli arbitri recupereranno tutto, ma proprio tutto. Anche a costo di stare sul prato per oltre 100 minuti.
Il Mondiale in Qatar hanno mostrato partite estremamente dilatate, magari anche troppo, con recuperi extra large che hanno spesso superato i dieci minuti complessivi.
La serie A non sarà da meno: il recupero sarà a discrezione dell’arbitro e non sarà raro vedere numeri a doppia cifra sulla lavagna elettronica sollevata dal quarto uomo. L’appuntamento è per il 4 gennaio con la ripresa del nostro campionato, e vedremo da subito quale sarà la tendenza, ma le parole di Pierluigi Collina, capo degli arbitri mondiali, non lasciano spazio a dubbi: bisogna giocare di più, soprattutto per gli spettatori che pagano un biglietto, spesso salato, e che non meritano partite da 50 minuti scarsi di gioco effettivo: il diktat è di arrivare almeno a sessanta, e piano piano mutuare il sistema di pallavolo e basket.
Ogni perdita di tempo, ogni interruzione del gioco sarà calcolato nel dettaglio al termine di ogni tempo, come dimostrano appunto i recuperi assegnati al Mondiale: senza arrivare all’enormità dei 27 minuti di Inghilterra-Iran, dove peraltro ci fu un grave incidente al portiere iraniano, la media è stata ampiamente superiore ai 5 minuti per tempo.
Collina, in un video rivolto agli arbitri prima del Mondiale, aveva spiegato: «Occorre essere molto precisi nel calcolare i minuti da recuperare alla fine di ogni tempo per compensare il tempo perso per specifici avvenimenti. Vogliamo evitare che le partite durino 42, 43, 44, 45 minuti di gioco effettivo. Questo è inaccettabile. Mettiamo per esempio che in un tempo ci siano 2 o 3 gol segnati: è facile perdere 3, 4, 5 minuti solo per i festeggiamenti. Questo tempo va compensato alla fine».
Adeguarsi non sarà facile per le nostre squadre e per i tifosi, soprattutto perchè questa rivoluzione arriva stranamente in corsa: la rassegna iridata, che è sempre stata palestra di sperimentazioni regolamentari, stavolta si è giocata in autunno inoltrato: le novità quindi venivano assorbite nella stagione successiva, con maggior tempo davanti per studiare le novità e adeguarsi.
Questa volta, invece, i recuperi infiniti piomberanno sul calcio italiano a metà stagione. Inevitabilmente, con il nuovo orientamento, c'è chi segnerà e chi subirà un gol al centesimo minuto o giù di lì, nei campionati e nelle coppe. E, come sempre accade quando le regole vengono cambiate in corso d'opera, le polemiche impazzeranno, soprattutto in Italia, dove abbiamo visto giocatori, allenatori, dirigenti e tifosi infuriati per una rete realizzata 2 o 3 secondi dopo la fine del recupero assegnato. In Qatar, invece, il recupero del recupero è diventato normalità.
Vedremo. Di positivo, intanto, c’è l’allungamento dello spettacolo e l’auspicabile riduzione dei tempi morti. E’ già qualcosa.
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