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Messi, Modric, Mbappé ma c’è anche Amrabat nell’undici superstar

Messi, Modric, Mbappé ma c’è anche Amrabat nell’undici superstar

Fra le rivelazioni del Mondiale pure l’argentino Alvarez. il portiere croato Livakovic e il suo compagno Gvardiol

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L’edizione 2022 dei Mondiali di calcio si avvia agli archivi con il successo dell’Argentina di Leo Messi, la pur bella prestazione complessiva dei francesi campioni uscenti, la conferma sul podio della Croazia,e tante piacevoli sorprese con capofila il Marocco, quarto classificato e vera rivelazione del Mondiale in Qatar. E poi, fra i giocatori, tante consacrazioni e diversi exploit da nomi poco o per nulla conosciuti. Ecco la nostra top 11.

Portieri

In Qatar sono stati molti i rigori parati, 15 sui 63 complessivi, cui se ne devono aggiungere 6 calciati fuori. Nei tempi regolamentari sono 5 i penalty parati e uno sbagliato, quello di Kane contro la Francia. Il portiere protagonista nella fase a gironi è stato il polacco Wojchech Szczesny con due parate, al saudita Al Dawsari e a Leo Messi. Dopo i tempi supplementari il protagonista è invece il croato Livakovic (4) seguito dal marocchino Bounou e dall’argentino Martinez (3). Questione di altezza, con la crescita media della statura dei portieri, certo, ma anche e soprattutto di “testa”: risultato, oramai le parti sono invertite e ad essere favorito sui penalty è il portiere. Mentre fino a qualche anno fa la punizione era chiamata “massima” anche perché il suo esito sembrava scontato, questi Mondiali sembrano segnare una tendenza a un esito meno scontato.

Difensori

Gvardiol, l’uomo mascherato della Croazia, è il nome nuovo. Nel Lipsia si era già messo in evidenza, ma la vetrina mondiale ha consacrato il gigante a scacchi: potente, veloce, piedi buoni, inesorabile di testa. Anche un gol nella finalina contro il Marocco. Accanto a lui, nella squadra ideale del Mondiale, il posto se lo giocano l’olandese Virgil van Dijk e il brasiliano Thiago Silva, nonostante le 37 primavere. Il gigante arancione del Liverpool ha comunque confermato di essere tornato ai massimi livelli dopo un periodo tormentato fai guai fisici. Bene anche i francesi, Upamecano su tutti, e gli argentini Romero e Otamendi, il futuro e il presente del ruolo. Niente di speciale invece Maguire, il difensore (inglese) più pagato della storia.

Esterni

Hakimi merita il gradino pià alto del podio, perché la sua maturazione è evidente: non solo sgasate sulla fascia destra, ma anche una fase difensiva che ha retto persino contro Mbappè. Una buona fetta del miracolo marocchino porta la sua firma. Dall’altra parte, a sinistra, Theo Hernandez merita la citazione, soprattutto perché il ruolo da titolare non doveva essere suo ma del fratello Lucas, che si è fatto male subito. Il milanista partita dopo partita è cresciuto fino al gol, fondamentale, in semifinale. L’argentino ex Udinese Molina, anch’egli in gol contro l’Australia, ha dimostrato di meritare il calcio di altissimo livello.

Centrocampisti

Chi lo averebbe detto? Sofyan Amrabat, della Fiorentina, ai Mondiali è definitivamente esploso, e la sua quotazione di mercato è come minimo triplicata. Di Luka Modric si sapeva già tutto, eppure a 37 anni con tinua ad essere l’interprete perfetto del ruolo; fine dicitore ma anche capacità di corsa incredibile. Enorme la crescita anche dell’argentino Enzo Fernandez, confermate invece le doti tecniche e di personalità del portoghese Bruno Fernandes, mentre l’Inghilterra ha messo in evidenza le grandi doti di Jude Bellingham, classe 2003, il futuro è tutto suo. Casemiro, medianone brasiliano, ha retto sulle spalle un sistema di gioco, quello del ct Tite, che lascia briglia sciolta ad attaccanti e trequartisti ma che non prevede o quasi la fase di interdizione. Kovacevic e Brozovic hanno confermato la loro statura internazionale. Zyech, marocchino dal sinistro musicale, probabilmente avrà la fila di pretendenti visto che nel Chelsea gioca poco.

Attaccanti

Messi, certo, Mbappè, ovviamente: enormi, immensi, infiniti. Gli aggettivi scarseggiano per i due mostri del Psg, che non si amano ma che insieme promettono altre mirabilie. Se si parla di centravanti però, i nomi espressi dal Mondiale sono soprattutto due: Fidy Gakpo, 22 anni, attaccante centrale olandese, micidiale in zona gol ma capace anche di esprimere un calcio moderno, e Julian Alvarez, 22 anni, gioiello argentino del City di Guardiola, dove, sembra impossibile, deve accontentarsi di spiccioli di gioco perché davanti ha un alieno come Haaland. Olivier Giroud, poi, rappresenta l’eternità del ruolo: i 40 anni non sono lontani eppure è sempre lì, a sgomitare, a far salire la squadra, a metterla dentro.
 

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