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Dal sottoscala fino all’attico, l’Italia non li aveva capiti

di Giorgio Billeri
Cristian Romero, Bruno Petkovic, Mateo Kovacic e Ante Budimir
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Cristian Romero, Bruno Petkovic, Mateo Kovacic e Ante Budimir

Kovacic, Romero, Petkovic: venduti in fretta, ora sono star

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Errare è umano, ma perserverare... e in Italia abbiamo perseverato, eccome. Un errore dopo l’altro, i nostri club adesso si stanno mangiando le mani davanti alle televisione: nel nome delle (piccole) plusvalenze e dei guadagni facili ci siamo disfatti di alcune pepite d’oro che languivano nel sottoscala dei nostri campionati: gli altri, vedi Liga e Premier, ringraziano.

Mateo e Mazzarri

Partiamo dal caso forse più clamoroso, Mateo Kovacic. Oggi ha in mano le chiavi di accensione del gioco croato, perfetto completamento di Modric e Perisic. Centrocampista totale, box to box, imposta e conclude. Arrivò all’Inter dalla Dinamo Zagabria nel 2013, ad appena 19 anni per undici milioni di euro. Talento cristallino e acerbo, certo, ma con Walter Mazzarri le cose non vanno. Il tecnico toscano non trova la posizione giusta, e anche le successive due stagioni non sono indimenticabili. Nell’estate del 2015 il club nerazzurro lo cede al Real per 29 milioni: festa grande per i 18 milioni di plusvalenza, peccato che Mateo diventi determinante a Madrid prima e nel Chelsea poi.

Romero e la Juve

Cristian Romero, detto il Cuti, era una delle migliori promesse al mondo nel ruolo di difensore centrale. Alto, potente ma bravissimo con i piedi, un investimento dal ritorno certo. Lo scopre il Genoa nel 2016 prelevandolo dal Belgrano per 4 milioni: in rossoblù gioca due stagioni da leader, e la Juve si accorge di lui. Lo paga non poco: 26 milioni. Ma come spesso avviene in Italia, i giovani non hanno spazio nelle big perché prima devono “farsi le ossa”: così il Cuti viene prestato all’Atalanta, dove viene premiato come miglior difensore del campionato. Dunque torna alla Juve? Non sia mai detto: servono soldi facili e viene girato in prestito al Tottenham: gli inglesi, che non sono sprovveduti, lo riscattano per 50 milioni. E addio Cuti.

L’anti Brasile

Chi ha riacciuffato il Brasile nell’ultimo spasimo dei supplementari? Bruno Petkovic, ariete croato che il Catania prelevò nel 2012 con sole 5 presenze. Poi Varese, Reggiana ed Entella, la dura periferia del nostro calcio, la migliore stagione a Trapani con 10 gol, quindi solo amarezze a Bologna e Verona. Tornato in patria, alla Dinamo Zagabria, oggi è una specie di leggenda.

Addio Udine

Chi ha sbloccato il quarto di finale contro l’Olanda? Nahuel Molina, idolo di Udine fino a giugno e poi sacrificato sull’altare del bilancio (insieme a Rodrigo de Paul) con la cessione all’Atletico Madrid del Cholo Simeone.

Grande guadagno per le casse dei Pozzo, ma un’altra perdita tecnica non indifferente per la serie A. Della spedizione croata al Mondiale fa parte anche Ante Budimir, visto dalla nostre parti tra Crotone e Sampdoria e poi spedito in Spagna, prima al Maiorca e poi all’Osasuna.

Stella marocchina

Jawad El Yamiq è stato uno degli undici eroi che hanno scritto la storia marocchina contro il Portogallo. Il difensore centrale tra il 2018 e il 2020 passò per Genoa e Perugia, mettendo insieme 29 presenze. Poi l’addio per il Saragozza prima e il Valladolid poi. Quanto spreco, Italia.

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