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Chiamatelo Paolo “Shaq” Banchero

Chiamatelo Paolo “Shaq” Banchero

Solo Shaquille O'Neal da rookie ha avuto i numeri del giocatore italo-americano. Nell’ultima gara tra Orlando e Sacramento è arrivato anche il record di punti: 33

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Sapete qual è l’unico rookie prima di Paolo Banchero ad aver viaggiato, dopo dieci partite, a 22. 9 punti per gara, 8.4 rimbalzi e una stoppata? È un altro Magic. Un signore che poi ha vinto quattro titoli Nba, un Mondiale, una Olimpiade e a oggi è l’ottavo miglior realizzatore della Lega delle stelle. Sì. Proprio lui: Shaquille O’Neal. Ecco perché l’Nba sta seguendo con molta attenzione le evoluzioni e le scelte di Banchero, a oggi, favorito numero uno per il titolo di rookie dell’anno e in futuro possibile giocatore dell’Italbasket. «Il Mondiale 2023 con l’Italia è il mio obiettivo. Non posso ancora garantirlo al 100% visto che devo ancora iniziare la stagione Nba, ma è qualcosa a cui penso«, ha detto nei giorni scorsi.

Se la stagione di Banchero, scelta numero uno all’ultimo draft, è esaltante quella di Orlando lo è un po’ meno. La scorsa notte un canestro al suono della sirena di De’Aaron Fox ha regalato la vittoria ai Kings, dopo un tempo supplementare, proprio sul campo di Orlando.

Grande prova di forza della squadra di Sacramento che riesce a risalire da -20 a inizio del terzo quarto, mentre ai padroni di casa non basta un magnifico Paolo Banchero, autore di 33 punti (suo nuovo massimo in carriera) che arrivano grazie a 14/26 dal campo. Le sue sono cifre da far girare la testa, tanto che lo fanno paragonare a Shaquille O’Neal nella storia dei rookie della franchigia della Florida. De’Aaron Fox, oltre a regalare la vittoria ai suoi, mette a segno in tutto 37 punti.

A inizio dicembre il presidente della Fip Gianni Petrucci, insieme a Pozzecco, andrà negli Usa proprio per parlare di questo con il campione degli Orlando Magic. L’intenzione, ribadita dallo stesso presidente federale, è costruire intorno a Paolo un progetto di investimenti e di immagine. Presentarsi davanti a Banchero con in tasca la certezza di un posto ai Mondiali sarebbe il modo migliore per far comprendere al classe 2002 l’ambizione dell’Italbasket, che con lui in roster farebbe un ulteriore salto di qualità.
 

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