Sicurezza
Gioia Mancini: i giovani crescono
Da Fagioli e Miretti della Juve a Pellegri recuperato, fino al portiere Carnesecchi. Una luce in fondo al tunnel anche per il futuro degli azzurri esclusi dal Mondiale
Saranno i 30 giorni più tristi e amari del recente passato di Roberto Mancini. Vedere il Mondiale qatariota dal divano di casa fa una gran rabbia, eppure qualche buona novella per il ct sta arrivando dal campionato. Per forza (infortuni) o per amore (precisa strategia societaria), finalmente i figli del terzo millennio giocano. E decidono. Il gol alla Del Piero di Fagioli a Lecce ha riportato alla ribalta la necessità di dare spazio ai nostri ragazzi, di dar loro una chance. I mezzi tecnici, come si è visto dalla prodezza del regista bianconero, di certo non mancano: quello che manca, semmai, è l’assuefazione ai ritmi partita, l’esperienza. Prendete l’altro grande frutto del vivaio bianconero, Miretti: di lui Allegri ha detto una cosa che vale più di mille carezze. «E’ pronto di testa, questo ragazzo. Può giocar bene o male, ma sai sempre che capisce la partita e sa sempre cosa fare. Fossero tutti come lui, un allenatore avrebbe risolto metà dei problemi». Lo stesso potrebbe dire Gian Piero Gasperini di Scalvini, nemmeno 19 anni, il migliore esempio di giocatore multiuso. Sta bene al centro della difesa, sulla fascia e nel ruolo di play basso a centrocampo: lo aiuta un fisico che è il perfetto prototipo del calciatore di oggi: 1,94 di altezza. Il ruolo di portiere ha il futuro garantito con Carnesecchi, che si sta facendo le ossa nella bersagliatissima porta della Cremonese. e anche in attacco tutto sommato non stiamo male: Lorenzo Colombo, cresciuto a Milanello, si è già messo in evidenza nella Under 21 e anche in campionato, con il Lecce, segnando un immaginifico gol da 35 metri sul campo del Napoli capolista. Pietro Pellegri, invece, ha pagato il fatto di essere stato considerato un fenomeno a soli 16 anni: strapagato dal Monaco si è fatto male e il suo volo rischiava di interrompersi. Invece no: il Toro lo ha recuperato, segna e si diverte. Caro Mancio: vedrai i Mondiali sul divano, ma il futuro ti regala un sorriso. Anche perché il nostro calcio, con le due esclusioni consecutive, ha toccato il fondo e dunque sempre più squadre, e sempre più allenatori, hanno deciso di pescare dalle giovanili, a scapito di strapagati e tecnicamente discutibili stranieri. Ma non chiamatela autarchia: è solo buon senso.
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