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Ciclismo, stagione da dimenticare, ci salva solo Ganna, poi è il deserto

L’esultanza di Ganna dopo l’oro (con record) conquistato in Francia nell’inseguimento individuale
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L’esultanza di Ganna dopo l’oro (con record) conquistato in Francia nell’inseguimento individuale

Le soddisfazioni dalle donne con la toscana, Guazzini due volte oro ai Mondiali

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Un 2022 con molte ombre e poche luci per il ciclismo italiano. Quello maschile è vissuto principalmente sulle performance da pistard di Filippo "Top" Ganna, capace di riscattare con un finale di stagione stratosferico - record dell'ora e mondiale più record dell'inseguimento individuale su pista - un 2022 tutto sommato deludente. Nel palmarès del 26enne ciclista di Verbania troviamo sette vittorie su strada, praticamente tutte gare a cronometro individuale con chilometraggi limitati, leggasi prologhi o giù di lì e le prestazioni al di sotto delle attese ai campionati del mondo, settimo nella crono individuale, secondo nella cronosquadre mista e solo terzo nell'europeo, sempre nella crono individuale dominata dagli eterni rivali svizzeri Bissegger e Kung.

Valutando tutte le vittorie di Ganna non si può non rimanere abbagliati dall'oro vinto alle Olimpiadi di Tokyo, dai sette campionati mondiali totalizzati tra strada/crono e pista e dai tre titoli europei.

A seguire l'atleta della Ineos-Grenadiers nella graduatoria dei plurivittoriosi italiani sono, con tre successi ciascuno, Alessandro Covi, 24 anni e dominatore della tappa del Fedaia al Giro d'Italia, il ventunenne Alessio Martinelli, il velocista Jakub Mareczko, l'attempato (35 anni) Damiano Caruso, vincitore del Giro di Sicilia, la "speranza" di 23 anni Giovanni Aleotti, primo nel Sibiu Tour in Romania, il giovanissimo (20 anni) Lorenzo Milesi primo in una tappa del Tour de l'Avenir e il sempre efficace Matteo Trentin.

Tra gli altri ciclisti che seguono con due vittorie, segnaliamo l'emergente Filippo Zana, 23 anni, trionfatore nel campionato italiano e nella Adriatica-Ionica a tappe, Lorenzo Rota, protagonista fino ai mille metri finali del mondiale in Australia, l'ormai "ex" Vincenzo Nibali, primo nei criterium di Valdobbiadene e di Maastricht (Olanda) che portano il totale delle sue vittorie a quota 77 ed Elia Viviani, forse vicino a concludere una carriera ciclistica ricca di soddisfazioni.

Lo sguardo d'insieme non è affatto positivo. Nelle Classiche più importanti non siamo quasi mai esistiti. Ai mondiali in Australia 5° Trentin e 8° Alberto Bettiol; nell'europeo 7° Elia Viviani. Nei grandi Giri a tappe largo ai diversamente giovani al Giro d'Italia, con Nibali quarto, Pozzovivo 8° e con il giovane Lorenzo Fortunato 15°. Deficitario il Tour, con il giovane elbano Simone Velasco migliore degli italiani al 30°posto; ancora peggio la Vuelta, in cui il ventunenne Edoardo Zambanini ha arpionato il 36° posto della generale. Commento finale: i corridori italiani hanno vinto soltanto tre semiclassiche nazionali, Veneto, Larciano e Bernocchi e quattro gare a tappe di seconda categoria. Troppo poco.

E i toscani? Bene solo Diego Ulissi, vincitore di due gare (Larciano e tappa Limousin), così e così Alberto Bettiol, a secco di successi ma in bella luce al Tour e al mondiale.

Passiamo al lato "dolce" del ciclismo italiano 2022, quello femminile. Qui siamo di fronte ad un'annata eccezionale, dominata dalle nostre atlete in lungo e in largo nelle gare in linea. Sugli scudi l'immensa Vittoria Guazzini, da Pontedera trapiantata a Poggio a Caiano. Per lei due trionfi iridati: la crono Under 23 a Wollongong (nei mondiali australiani Vittoria è risultata l'atleta italiana più medagliata avendo ottenuto anche la medaglia d'argento nella staffetta cronosquadre mista) e la prova dell'inseguimento a squadre (con record) a Saint Quentin en Yvelines. Nel suo albo d'oro figurano adesso sei campionati mondiali e 12 titoli europei tra strada e pista: un bottino che ha pochissimi eguali nella storia del ciclismo.

Ma le primattrici del ciclismo italiano sono tante e fortissime. L'ancora giovanissima Elisa Balsamo, dopo il campionato mondiale vinto lo scorso anno in Belgio, nel 2022 ha ottenuto nove vittorie, con il campionato italiano, la Gand Wevelgem e due tappe al Giro d'Italia. Sei vittorie per l'esperta Elisa Longo Borghini, prima nel Women Tour a tappe negli USA, nel campionato italiano a cronometro, nella Parigi-Roubaix e nel Giro dell'Emilia. Bravissima anche Marta Cavalli, scalatrice doc e prima nell'Amstel Gold Race, nella Freccia Vallone e nella Classica del Mont Ventoux, prima di essere messa ko da una brutta caduta al Tour de France. Accanto a queste big stanno maturando atlete dalle grosse potenzialità, come la modenese Rachele Barbieri, più volte iridata e campionessa europea su pista, la ventitreenne bergamasca Chiara Consonni, iridata della pista a Saint Quentin e la sua conterranea Martina Fidanza, figlia d'arte (papà Giovanni è stato un ottimo professionista) e per due volte medaglia d'oro ai recenti mondiali su pista in Francia. Fuori gioco, almeno per ora, la "miss" più talentuosa del ciclismo femminile, l'iridata Letizia Paternoster, messa ko da una brutta caduta agli europei su pista in Germania in agosto.
 

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di Redazione web