Sicurezza
Inter ritrovata, impone il pari al Barça e vede gli ottavi. Al Camp Nou finisce 3-3
Ai nerazzurri, alla fine di una gara infuocata e sul 2-3 fino al’92, ora basta battere Plzen. Asllani nel recupero manca il colpo del ko
MILANO. L'Inter sfiora l'impresa contro il Barcellona in un Camp Nou inferocito, ma strappa alla fine un punto fondamentale nella corsa verso gli ottavi di Champions League: a Lautaro e compagni basterà battere il Viktoria Plzen a San Siro per passare alla fase ad eliminazione diretta. In Catalogna finisce 3-3, con i nerazzurri di Simone Inzaghi che a lungo accarezzano il sogno di conquistare la vittoria, con un secondo tempo di intelligenza e tenacia in cui vanno avanti due volte, rimontando l'iniziale vantaggio di Dembelé nel primo tempo. Alla fine è il solito Lewandowski a tenere in piedi i blaugrana, con il gol del 2-2 prima e del 3-3 poi a regalare ancora un briciolo di speranza agli uomini di Xavi. Ma il match-point è sulla racchetta dell'Inter, che ora non potrà sprecarlo nella sfida contro i cechi al Meazza. Il Barcellona parte alla carica, sulla spinta degli oltre 92 mila del Camp Nou. La prima occasione è catalana, con un colpo di testa di Lewandowski su calcio d'angolo salvato sulla riga da Mkhitaryan appostato sul palo. L'Inter prova a farsi vedere con coraggio, sprecando però un paio di potenziali opportunità offensive, mentre i catalani collezionano corner. Ma è Dzeko a sfiorare il vantaggio: il suo tocco sottoporta su punizione di Calhanoglu centra però in pieno la traversa, con De Vrij che sulla ribattuta non riesce a ribadire in porta. Ci provano poi Mkhitaryan da una parte e Dembelè dall'altra, senza impegnare troppo i portieri, mentre Dumfries spreca un clamoroso contropiede calciando addosso a Ter Stegen. I blaugrana, scampati i principali pericoli, alzano il ritmo, mettendo l'Inter all'angolo. Le prime avvisaglie pericolose per i nerazzurri arrivano con Raphinha, che calcia a lato col mancino su cross di Lewandowski, e poi con Pedri su cui è bravo Onana in uscita a chiudere. Ma è questione di minuti, perché Sergi Roberto trova Dembelé che, da due passi, porta avanti i padroni di casa. E i catalani non si fermano, tanto che Raphinha sfiora subito il raddoppio con un tocco morbido di poco a lato. La ripresa si apre con lo stesso copione, Barcellona all'attacco con aggressività e Inter chiusa in difesa in attesa di una buona occasione per colpire. E l'opportunità arriva subito, perché Bastoni con un gran lancio pesca solo in area Barella, che stoppa con la coscia e batte Ter Stegen trovando il pareggio. I nerazzurri non si fermano, creano altre occasioni. E il vantaggio interista è nell'aria e ci pensa Lautaro Martinez, che si sblocca (non segnava dal 30 agosto scorso) con un destro secco su assist di Calhanoglu che non lascia scampo a Ter Stegen, zittendo i 92mila del Camp Nou. Il Barcellona, spalle al muro, prova però a reagire. Lewandowski prova a suonare la carica, prima segnando (ma in fuorigioco) e poi impegnando Onana con il destro. Pericoli che portano Inzaghi alla scelta di coprirsi, schierando i suoi con un 5-4-1 lasciando Lautaro come unica punta. I nerazzurri, però, si schiacciano troppo nella propria area e i blaugrana ne approfittano, con una conclusione di Lewandowski deviata da Bastoni che spiazza Onana e riporta in parità la sfida. Nel finale, però, succede di tutto. Mentre il Barça è impegnato solo ad attaccare, Gosens in contropiede riporta avanti l'Inter a un minuto dalla fine. Tre punti in tasca per Inzaghi? No, perché nel recupero è ancora il solito Lewandowski a trovare di testa il gol del definitivo 3-3. Definitivo solo perché Asllani, all'ultimo istante, spreca malamente la palla per il nuovo vantaggio nerazzurro calciando addosso a Ter Stegen. Ma Lautaro e compagni ora vedono comunque gli ottavi a portata di mano. Non è poco. (ANSA). YUZ-FAN
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