Gioco
L’esame di maturità in una notte, al Franchi arriva la Lazio di Ciro Immobile Italiano: «Ora dobbiamo trovare continuità»
Sarri torna a Firenze dove col Napoli ha perso lo scudetto
FIRENZE. Una notte per diventare grandi, per cominciare a scalare la classifica di Serie A proprio come accaduto in Conference League. La Fiorentina, oggi, non vuole sbagliare. Un po’ perché di fronte c’è il grande maestro, quel Sarri che contro i viola in 13 incontri è stato sconfitto soltanto due volte, di cui una velenosissima (il 3-0 viola scucì, di fatto, il tricolore dal petto dei giocatori del Napoli). E poi perché dopo il successo di Edimburgo la missione è quella di fare un passo in avanti. Stavolta contro la Lazio.
Dopo aver costretto gli azzurri di Spalletti al pareggio, obbligandoli per la prima volta in stagione al digiuno di gol, ed essere andati ad un soffio dal mettere ko la Juventus, c’è da provare a prendersi i tre punti contro una delle "sorelle", ridimensionando così il gap in classifica, specie dopo il "sorpasso" (momentaneo) di Monza e Salernitana, salite a 10 punti in classifica. I numeri ammiccano al club del presidente De Laurentiis, con la sua squadra capace di macinare nelle prime 8 giornate ben 17 gol, più del doppio di quelli realizzati dai viola, ma la storia è fatta per essere riscritta. A Firenze si sa bene. Vincenzo Italiano lo ha ribadito pure ieri, ai canali del club: «Fisicamente siamo a posto - ha detto -. Ora voglio continuità. In Scozia abbiamo segnato con gli attaccanti su situazioni all’interno dell’area di rigore, lì dove dobbiamo ancora crescere e migliorare. Se questa è la reazione ai momenti negativi, mi auguro che la partita appena giocata ci lasci tanto».
Di fronte ci sarà un avversario arcigno, soprattutto in mezzo al campo dove Sarri pare voler dare fiducia a Matias Vecino, l’uruguaiano che nei panni dell’ex proverà a castigare la squadra che per prima lo ha portato in Italia, dal Nacional di Montevideo quasi 10 anni fa, nel gennaio 2013. L’attenzione dovrà essere doppia, perché le sue qualità da assaltatore e, al tempo stesso, equilibratore da queste parti le conoscono tutti. E poi servirà concentrazione anche sul fronte delle palle inattive: la passata stagione i biancocelesti, sfruttando questo fondamentale hanno segnato 17 volte su 64 centri totali in A, oltre il 25%. È su questo che ha battuto il ferro il tecnico viola: «La Lazio è una squadra consapevole della propria forza: interpreta un grandissimo calcio e ha elementi di qualità che sanno difendere, attaccare, verticalizzare e palleggiare».
Le buone notizie sono quelle che arrivano dall’infermeria, col rientro tra i convocati di Barak, rimasto a Firenze per l’ultimo impegno europeo. Non ce la fa, invece, Riccardo Sottil, alle prese con i soliti problemi alla schiena. In difesa, toccherà a Milenkovic con Quarta fermare Ciro Immobile, a quota 5 gol in A, mentre davanti Luka Jovic proverà a dare un seguito alla rete europea contro gli Hearts. In Serbia sono convinti che la rete di Edimburgo abbia cancellato ogni tossina dalle sue spalle: tocca a lui, adesso, catturare il presente e con esso il futuro. C’è da trascinare in alto la Fiorentina, ma soprattutto da convincere il Ct della sua Nazionale a concedergli una chance in chiave mondiale, magari soffiando il posto proprio a quel Vlahovic rimasto intrappolato nelle disgrazie juventine. Può essere davevro l’inizio di una nuova era. Firenze ha voglia di tornare ad essere protagonista: è la notte in cui prendersi il passaporto per i sogni. Con carattere, osando il più possibile.
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