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L'analisi

Da Cannavaro a Inzaghi e Grosso, è una B da campioni del mondo

di Alessandro Guerrieri
Da Cannavaro a Inzaghi e Grosso, è una B da campioni del mondo

Si alza il livello tecnico dei cadetti con nomi prestigiosi anche sulle panchine

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Una Serie B da campioni del mondo, quella di questa stagione, mai così ricca di squadre blasonate e con un ampio seguito di tifosi, basti pensare al Genoa, al Bari ed al Palermo che nelle prime giornate hanno fatto registrare un’affluenza da far invidia a molti club della massima serie. Da campioni del mondo perché sono ben 5 i giocatori che hanno alzato la mitica Coppa a militare, da giocatori o allenatori, nella nostra serie cadetta. Quattro sono italiani, uno spagnolo. Tre fanno gli allenatori, buon ultimo quel Fabio Cannavaro chiamato pochi giorni fa al capezzale del malaticcio Benevento, con annesso siluro ad un altro ex calciatore di buon livello, Fabio Caserta. Per l’ex Pallone d’Oro – alzò il trofeo nel 2006 quando militava nel Real Madrid – quella in terra campana sarà la sua prima esperienza in Italia da allenatore, una carriera iniziata come delfino di Marcello Lipi, proseguita in Arabia Saudita, prima del ritorno in Cina come tecnico di Tiajin Quanjian e Guangzhou Evergrande, l’ex squadra proprio del suo mentore Lippi. A Benevento avrà il compito, non agevole, di risollevare una squadra che ha già perso 3 delle 6 partite disputate e che non sembra ancora essersi scrollata di dosso la delusione dello scorso campionato quando le “Streghe”, partite come grandi favorite del torneo, vennero eliminate nelle semifinali playoff, dal Pisa.

Inzaghi e Grosso. Per Fabio una sorta di esame di ingresso, quell’esame che invece ha già superato, brillantemente, un altro campione del mondo, il rapace dell’area di rigore Pippo Inzaghi. Dopo l’esordio da dimenticare con il Milan, Inzaghi ha saputo rifarsi una verginità a Venezia, prima vincendo la C e poi arpionando i playoff in B. Quella B che lo ha rilanciato dopo la bocciatura a Bologna, proprio a Benevento, dove “Pippo” trascinò le “Fere” al pronto ritorno nella massima serie. A Reggio cerca la definitiva consacrazione; l’esordio è stato da urlo, tanto che gli amaranto dello Stretto guidano la classifica, grazie ad un collettivo nel quale c’è una sola stella, l’ex Milan e Roma Jeremy Menez, ma dove tutti portano il loro importante mattoncino, al punto che sono già 11 i giocatori andati a segno nelle prime 6 partite di campionato. Bene sta facendo anche Fabio Grosso, sulla panchina del Frosinone; pure per l’autore del rigore che ci regalò il sogno Mondiale, l’esperienza in B è quella del riscatto, dopo la buona stagione a Bari – semifinali playoff – e quelle controverse a Verona, Brescia ed in Svizzera con il Sion, tutte terminate con un esonero bruciante. Il suo Frosinone, forte di una difesa di ferro, naviga nelle zone altissime della categoria e non nasconde malcelate ambizioni di promozione. I calciatori – Per tre campioni del mondo che dirigono le operazioni, ce ne sono altri due che continuano a giocare. Il più famoso è sicuramente Gigi Buffon; a 44 anni l’icona del nostro calcio continua a sporcarsi i guantoni con la casacca del Parma, dimostrando che quando hai talento e ti alleni bene l’età è solo e soltanto un numero. Un esempio per tutti gli aspiranti calciatori. Gigi è alla seconda stagione con il Parma, state certi che le proverà tutte per riportare i ducali in Serie A, chiudendo così la carriera con l’ennesimo trionfo. L’ultimo arrivato tra i campioni del mondo lo troviamo a Como; non è italiano, bensì spagnolo, e la Coppa l’ha alzata 4 anni dopo i “nostri”, nel 2010. E lo fece da protagonista, servendo l’assist vincente ad Iniesta nella finalissima con l’Olanda, al 10’del secondo supplementare. In riva al Lario Cesc Fabregas prova a ripartire, dopo la fallimentare stagione trascorsa al Monaco, se torna al miglior rendimento può trascinare il Como, partito malissimo, verso le zone alte della classifica.

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