Il dolore
Altro Giro, niente regalo: la Toscana ancora esclusa dalla corsa rosa
Nessuna tappa nonostante la nostra grande passione e tradizione
Non chiamateli rumors: nel ciclismo, raramente diventano fake news. Men che mai quando si tratta di Giro d’Italia, dove l’abilissima e consumata regia della Rcs centellina le rivelazioni, piano piano, come una goccia cinese. Svelando il percorso e gli arrivi di tappa a piccole dosi, come un thrilling. E quello che si dice, quasi sempre diventa realtà. Il sipario sul tracciato del Giro d’Italia 2023 si alzerà ufficialmente il 17 ottobre, ma sembra ormai certo: nessuna tappa partirà o arriverà nella nostra Regione, nemmeno il contentino di un passaggio, di uno sconfinamento, nemmeno la lontana eco del frusciare delle biciclette che tanto piace alla gente. Niente stand dipinti di rosa, niente bambini in festa, niente cartelli per incitare i dioscuri dei pedali. No, anche quest’anno il grande ciclismo si tiene ben lontano da una delle sue tradizionali “culle”.
IL TRACCIATO
La corsa rosa partirà, questo è già stato ufficializzato, dall’Abruzzo, terra di Vito Taccone e Giulio Ciccone, con una tre giorni spettacolare tra mare e montagne. Quindi la carovana dovrebbe puntare verso sud, verso la Campania (costiera amalfitana), quindi bussola verso nord con due tappe umbre (Terni e Fossombrone), la piattissima Emilia Romagna per un omaggio alle ruote veloci (Cesena favorita). Poi un transito in Liguria per sconfinare in Piemonte: Acqui Terme e la crono che potrebbe celebrare la leggenda di Fausto Coppi con arrivo nella natìa Castellania. L’organizzazione sta lavorando anche a una capatina (e che capatina) in Svizzera con traguardo a Crans Montana, capitale chic dello sci. Ci sarà anche un piccolo Lombardia con arrivo a Bergamo e infine la settimana decisiva con la grandi montagne, dal Bondone alle Dolomiti con tutti i suoi passi. Tracciato affascinante, senza dubbio, ma manca, almeno così pare, la Toscana.
MONTALCINO E POI...
Il serpente rosa che attraversa lo Stivale, da due anni, sembra evitarci deliberatamente: l’ultimo arrivo di tappa fu a Montalcino. E l’anno precedente, quello del Covid, l’intera costa tirrenica venne saltata a piè pari. Si dirà: Rcs ci mette i soldi e “vende” arrivi e partenze alle amministrazioni locali più munifiche, più tempestive o più pesanti dal punto di vista politico. Tutto vero, certo. Ma la Toscana è la terra di Bartali, Magni, Nencini, Ballerini e Bettini. La terra che ha espresso il più grande ct della storia del pedale, Alfredo Martini. Che ha formato nei suoi “laboratori” corridori come Francesco Moser, Nibali, Porte, Cavendish. La terra promessa per tanti ragazzi che arrivano da ogni parte del mondo per diventare corridori tra infiniti saliscendi e tecnici di primissimo ordine. La terra della passione, del tifo, del ciclismo com’era. Appassionati affamati di strada, di emozioni e che una volta ancora dovranno vivere l’adrenalina rosa davanti a un teleschermo. Questo nonostante che Abetone si fosse candidata con l’endorsement, e non era poco, di Davide Cassani. Niente da fare: un’altra, amarissima, presa in Giro.l
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