La manifestazione
Inter già sotto processo: le colpe attribuite a Inzaghi
Timida e impaurita: il Bayern mette a nudo i problemi dei nerazzurri. Dieci reti subite in 6 partite e attacco in bianco. Le colpe di Inzaghi
MILANO. Timida, approssimativa e impaurita. I pessimi segnali del derby si sono amplificati in campo europeo. Il Bayern ha palesato tutte le difficoltà di quest’Inter, la brutta copia di quella della scorsa stagione che imprimeva ritmo e comandava nel gioco, schiacciando l’avversario. I tifosi sono preoccupati. E c’è chi contesta giocatori e allenatori. Vediamo quali sono i problemi di questa Inter.
Difesa sotto accusa Otto reti subite in cinque partite che diventano 10 (in sei) se aggiungiamo quelli di martedì al Meazza col Bayern. Il consolidato asse Skriniar-DeVrijj-Bastoni scricchiola, tanto che Inzaghi spesso abbassa D’Ambrosio nei tre. Ma il risultato non cambia. Prendi Bastoni. Sembra aver perso sicurezza, sbaglia anche i disimpegni più elementari. Non è tranquillo. Per essere il centrale del futuro, anche in chiave azzurra, non è un buon segno. C’è poi il nodo portiere. Handa è da tempo nel mirino. Inzaghi ha dato fiducia a Onana, coi tedeschi. Il camerunense non ha neppure fatto male. Ma perché non impiegarlo prima? Magari in una delle cinque gare di campionato invece di farlo debuttare in un match ad alto rischio?
Attacco, poche soluzioni L’infortunio di Lukaku ha messo a nudo le pochi armi offensive di una squadra che deve competere su due fronti, la serie A e la Champions. Dzeko sconta le primavere, Correa è un eterno incompiuto, Lautaro è il solo a fare fronte. E l’apporto degli esterni, con un Gosens fantasma e Dumfries a corrente alternata, è pressoché nullo. Mancano esterni che puntano l’uomo (guardate Politano e Kvareskhelia a Napoli), mancano centravanti alternativi al Toro (non era il caso di tenersi uno tra Pinamonti e gli altri giovani in giro per il mondo?) Anche la rosa portata in panchina col Bayer latitava di giocatori offensivi mentre i tedeschi ne abbondavano.
Inzaghi Prigioniero delle scelte contate è Simone Inzaghi, che poi ci mette del suo. A centrocampo manca la fantasia di Cahlanoglu (a proposito, dove è finito Asslani?) e Mkhitaryan è una buona alternativa ma se viene fatto giocare arretrato diventa assai meno pericoloso. E poi c’è una condizione fisica precaria: i giocatori dell’Inter arrivano sempre dopo l’avversario. Lenti, impacciati, impauriti. C’è ancora tempo per corregge la rotta, è vero. Ma bisogna agire presto.
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