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Europei di atletica: spettacolare oro di Crippa nei 10mila metri. Bilancio positivo (10 medaglie) degli azzurri: stecca la Vallortigara
MONACO DI BAVIERA. Lo aveva detto dopo il bronzo nei 5.000. «I 10mila? Ci sarà da divertirsi». E Yeman Crippa si è divertito e ci ha fatto divertire tuti. L’azzurro ha vinto la medaglia d’oro nei 10.000 metri dei Campionati Europei di atletica leggera a Monaco di Baviera. L’atleta azzurro, 25enne delle Fiamme Oro, ha chiuso la finale di questa sera in 27:46.13, davanti al norvegese Zerei Kbrom Mezngi, argento, e al francese Yann Schrub, bronzo. Bellissimo l’ultimo giro dell’italiano, che, con uno sprint emozionante, ha recuperato un ampio distacco da Mezngi, che ha terminato in 27:46.94. Quinto posto per l’altro azzurro in gara, ovvero Pietro Riva, 253nne piemontese, delle Fiamme Oro, che ha fermato il cronometro a 27:50.51. «E’ veramente la decima medaglia dell’Italia? Così tante ne abbiamo prese? Scherzi a parte, sono contento: volevo finire bene l’Europeo, e finalmente posso dire di avere preso un oro di valore assoluto. Quando c’è la forma, si riescono a fare anche queste cose». Così, dai microfoni di RaiSport il neo campione europeo esprime la propria gioia dopo aver vinto con un recupero incredibile sul norvegese che aveva tentato la fuga.
«Sono super contento - aggiunge -. Oggi quando ho visto che il primo (il norvegese Mezngi ndr) si muoveva, sono partito anche io. Il bronzo nei 5.000 è stato un ’antipasto’, la mia gara è questa, e sapevo di potermela giocare al meglio». Niente da fare, invece, per Elena Vallortigara. L’atleta dell’alto, bronzo a Eugene, non è riuscita a ripetersi nella gara valevole per il titolo europeo e dopo aver saltato 1.82 e 1.86, ha fallito i tre tentativi a quota 1.90 è stata eliminata. Per lei c’è soltanto un nono posto, rusultato deludente per l’azzurra che puntava al podio oddisfatto il dt Antonio La Torre: «Erano anni che non si vedevano cose così». Al di la’ della delusione della maratona, l’ombra che resta e’ la mancata partecipazione di Jacobs alla batteria della 4x100 e poi la conseguente beffa dell’eliminazione. «Oltre alle punte - ha spiegato La Torre - volevamo verificare la squadra. Le finali conquistate, la prova coraggiosissima di Arese nei 1500, Abdelwahed e Zhoglami sulle siepi: tutto ci dice che il patrimonio di Tokyo non e’ perso. E che questa e’ la rampa di lancio per il prossimo biennio, fino a Parigi». Il medagliere dice 10 podii azzurri: 3 ori, 2 argenti, 5 bronzi. La Torre guarda anche ai 30 azzurri qualificatisi alle finali come riscontro di un movimento che si e’ risvegliato «L’obiettivo era allargare la base di atleti che possono ambire all’alto livello e ci siamo riusciti - dice Mei - chiaro che gli Europei sono diversi dai Mondiali, ma vedere tanti giovani che crescono è un piacere: potranno essere protagonisti il prossimo anno ai Mondiali di Budapest. Il traino di 5 ori olimpici continua ad esserci. Un esempio su tutti: Pietro Arese. Ha osato e ha fatto una grandissima gara».
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