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L’Italnuoto è nella storia: mai un Europeo così ricco di successi
Altri due ori nella giorna ta finale con Acerenza e staffetta 5 km. Azzurri primi nel medagliere
ROMA. Esiste un’Italia del nuoto anche dopo Federica Pellegrini. L’Europeo di Roma chiusosi ieri ha dato ragione alle aspettative che la ’Divina’ stessa, sotto veste di madrina del torneo, aveva creato a inizio competizione. «È la nazionale più forte di tutti i tempi», aveva detto e i numeri le hanno dato ragione. Con i due ori (10 km di fondo uomini e staffetta 5 km fondo) e i due argenti (10 km donne e tuffi 3 m sincro) della giornata conclusiva, sono in tutto sessantasette le medaglie conquistate tra vasca, sincro, tuffi e acque libere per un Europeo da record sotto ogni punto di vista.
ACERENZA D’ORO
Dalle onde di Ostia, a 24 ore di distanza dal ’pasticcio’ combinato dai giudici in occasione della 25 km, l’Italia del fondo emerge più lucente che mai prendendosi nella distanza olimpica della 10 km e nella staffetta mista due ori e un argento che confermano la qualità e la competitività del fondo italiano. Domenico Acerenza, con uno sprint finale da campione, si prende tutta la gloria mettendosi al collo il suo primo titolo in una rassegna continentale mentre nella gara femminile Ginevra Taddeucci si porta a casa un argento prezioso.
«Una faticaccia meravigliosa. Per la prima volta mi sono emozionato. E’ fantastico sentire l’inno la prima volta tutto per me. Mi sento sempre più a mio agio in questa gara, lucido e concentrato per tutte le due ore. Sono adesso un atleta maturo che si può adattare a qualsiasi condizione, più ci sono sfide meglio è», è stato il commento del nuotatore di Potenza delle Fiamme Oro e del Canottieri Napoli.
SUPER STAFFETTA
Ci pensa poi la staffetta 4x1250 a chiudere la rassegna in acque libere con il successo del quartetto azzurro con Paltrinieri e Rachele Bruni che si prendono una rivincita dopo la prova individuale del mattino che ha visto ’SuperGreg’ (settimo) patire troppo il moto ondoso di Ostia, mancando così la possibilità di portarsi a casa cinque medaglie da questi Europei da consegnare alla storia.
ITALIA IN TRIONFO
Un’Italia prima per distacco nel medagliere vista la differenza di podi dalla Gran Bretagna, seconda a 27, e in grado di surclassare le sue stesse medaglie vinte nel precedente europeo disputato a Budapest nel 2021, dove i metalli furono 44. Un anno dopo sono 23 in più, tenendo pero’ conto che mancava la Russia, che un anno fa in Ungheria porto’ a casa 42 medaglie.
Al netto dell’assenza dei russi, però, quello azzurro è stato un dominio chiuso con 24 ori totali di cui oltre la metà (13) arrivati in vasca, dove il re assoluto è stato Thomas Ceccon con sei medaglie personali (4 ori e 2 argenti), seguito dalla tuffatrice Chiara Pellacani con cinque medaglie (2 ori, 1 argento e 2 bronzi), Gregorio Paltrinieri e Giorgio Minisini entrambi con quattro podi a testa, tutti d’oro per il sincro uomo e tre primi posti e un argento per SuperGreg.
«I nostri atleti sono un modello internazionale» ha detto qualche giorno fa il presidente della FIN Paolo Barelli che dall’11 agosto non hai mai smesso di contare le medaglie dei 102 convocati che in media ne hanno portate più di una ogni due atleti, continuando sulla scia di quanto già fatto ai Mondiali neanche un mese prima.
Un bilancio decisamente positivo anche in prospettiva di Parigi 2024 con 35 medaglie conquistate in vasca, 12 nell’artistico, altrettante nei tuffi, 6 nelle acque libere e 2 nei tuffi dalle grandi altezze, al loro esordio a un Europeo di nuoto per un’Italia sempre più padrona del ’Vecchio Continente.
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