Proteste
Dall’armadio esce la storia: la Serie A riscopre la maglia “vintage”
La marcia indietro: addio agli “orrori”, tornano le vecchie abitudini. Strisce anni Ottanta per Inter e Milan, soltanto la Juve azzarda un disegno moderno
Il fascino discreto del vintage. Delle care, vecchie tradizioni che per i tifosi rappresentano una coperta di Linus. C’è poco da fare, nel calcio non si scherza con i sentimenti: la maglia deve rappresentare un segno distintivo, unico, l’appartenenza a una storia più che ad una fazione.
SENZA CUORE
Già, ma in un football ormai dominato dalle proprietà straniere, da management senza volto, da lontanissimi mecenati che governano asserragliati nei grattacieli di Londra, Dubai o New York poco importava della tradizione, dell’iconografia. Meglio consegnarsi ai potentissimi sponsor, capaci anche di riempire le maglie di scritte in cinese mentre i creativi(?) in questi ultimi anni si sono lanciati in arditissime soluzioni.
SERPENTI & CO.
Così abbiamo visto un grande serpente stilizzato impadronirsi della gloriosa casacca dell’Inter, in alternativa a un’incredibile maglia color evidenziatore: funzionalissima nelle serate di nebbia, certo, ma sul piano estetico meglio lasciar perdere. Abbiamo visto il caro, vecchio zebrato dalla Juve immalinconirsi in un tema a rombi gialli e blu, che nessuna attinenza aveva con la storia e l’epica del club. Abbiamo visto la Fiorentina in verde, prima che la Lega, con un guizzo di saggezza, impedisse le maglie di quel colore perché in tv si confondevano con il terreno di gioco. Abbiamo visto la Lazio giocare in total black, autorizzando anche battute sull’appartenenza politica dei propri sostenitori. Insomma, un disastro estetico che i tifosi hanno sempre visto come un oltraggio.
RETROMARCIA
Questa è, per fortuna, l’estate della restaurazione. Della marcia indietro più attesa: stop agli inutili modernismi, stop all’egemonia dei mercati orientali ed arabi, dove punta il merchandising e la vendita massiccia delle magliette: è ora di riaprire gli armadi pieni di naftalina e tornare ai santi vecchi. Un bel calcio agli immaginifici guru del design, e la prossima stagione sarà come un bel tuffo nei favolosi anni Ottanta: l’Inter ha rispolverato la maglia nerazzurra a strisce “medie”, che ricorda quella di Mattheus, Brehme e la fantastica epopea del Trap. Il Milan rilancia il classicissimo rossonero. La Juve si concede ancora una variazione sulle linee nere ma la sua maglia torna a ricordate quella di Sivori e Del Piero. L’Atalanta rientra nella tradizione così come la Fiorentina, con il suo total look viola che sarà finalmente riconoscibile dal suo popolo. Stessa scelta per il Toro (granata senza orpelli), la Roma (il rosso e il colletto giallo, memoria di Falcao e Conti), il Napoli, la Lazio. Chi è sempre rimasta fedele a sé stessa è la Samp: se la blucerchiato è considerata la maglia più bella del mondo, ci sarà un perchè...
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