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Nole, settimo sigillo a Wimbledon: trionfo con dedica alla moglie

Vezio Trifoni

	Il serbo con la coppa dopo aver vinto per la settima volta Wimbledon
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Il serbo con la coppa dopo aver vinto per la settima volta Wimbledon

Djokovic sconfigge Kyrgios: «Il mio regalo per l’anniversario di nozze». Il serbo supera Federer per Slam vinti, ma l’erba ci ha consegnato un grande Sinner

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Novak Djokovic stacca Roger Federer nella classifica dei più titolati negli Slam. Nella finale fra gli opposti, fa valere tenuta fisica mentale e fisica contro Nick Kyrgios e festeggia il ventunesimo major in carriera, uno in meno di Rafa Nadal. Il 4-6 6-3 6-4 7-6 certifica l’ottimo inizio dell’australiano e insieme le sue difficoltà a tenere alla distanza contro un avversario freddo e più a suo agio nella gestione delle energie in una sfida decisiva. Kyrgios alla lunga si spezza, mentre il serbo ha infilato il quarto titolo nelle ultime quattro edizioni di Wimbledon, come nell’era Open avevano fatto solo Bjorn Borg, Pete Sampras e Federer. Complessivamente, celebra il settimo trionfo in carriera ai Championships, uno in meno del primatista Federer. «Questo è il mio regalo per il nostro anniversario di matrimonio» dice commosso rivolto verso la moglie Jelena durante la cerimonia di premiazione. «Non ho più parole per spiegare quanto questo torneo e questo trofeo siano importanti per me. E’ sempre stato e sempre sarà il più speciale nel mio cuore. Vedere Pete Sampras vincere qui mi ha dato la motivazione per chiedere a mia madre e a mio padre di comprarmi una racchetta, mi ha dato la motivazione per giocare in un piccolo resort di montagna. Quella è stata la mia prima immagine legata al tennis, e ogni volta assume un significato maggiore. Essere qui con il trofeo in mano è una benedizione». Djokovic ha vinto davanti ai suoi genitori e a tutta la famiglia anche se sua figlia non ha avuto il permesso di guardare la partita perché non ha ancora cinque anni.

«Manca solo mio figlio Stefan - spiega il serbo -, che sta giocando un set con il figlio di Bob Bryan. Grazie perché senza di voi, niente di tutto questo sarebbe possibile». Djokovic, che ha giocato più finali Slam di tutti, inizia in salita contro Kyrgios che ha vinto più match sull’erba di tutti nel 2022. La finale mette di fronte due giocatori che si sono ritagliati il ruolo di "outcast", che hanno scelto di difendere le proprie convinzioni e manifestando la propria natura accettando in pieno anche il rischio di una crescente impopolarità. Kyrgios, capace di sconfiggere Djokovic due volte su due, rompe le tradizioni per alleggerire quella tensione.

Il risultato è un Kyrgios fin troppo calmo per due set e mezzo, poi inavvertitamente frustrato e inopportunamente nervoso, incapace di contenere l’impotenza e incanalare la rabbia. «Date una maschera a un uomo e vi mostrerà il suo vero sé" ha scelto di tatuarsi Kyrgios, che quella maschera la indossa fin dai primi game: servizio da sotto nel primo turno di battuta del match, tweener, ace di seconda sono solo alcuni degli highlights del primo set. Ma è soprattutto il suo servizio, così imprevedibile per il movimento corto, che fa la differenza. L’australiano chiude il parziale con il settimo ace del match, e per la terza partita consecutiva Djokovic è chiamato a rimontare. «Complimenti per il tuo settimo Wimbledon - scrive su Twitter Rod Laver, l’ultimo ad aver completato il Grande Slam in singolare maschile -, hai giocato una finale controllata e da maestro. Complimenti anche a Nick, sei stato sfortunato ma hai un grandissimo talento». Alla fine può recriminare il nostro Sinner che è stato l’unico a mettere in serie difficoltà Nole se non lo trovava nei quarti la finale era sua. Sonego in con un bel terzo turno sfortunato Berrettini e pronti agli Us Open Dove Nole non ci sarà.

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