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Formula 1

Leclerc più forte della Ferrari

Manuel Marinelli
Leclerc e la gioia del ferrarist
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Leclerc e la gioia del ferrarist

Ha portato alla vittoria una macchina che restava accelerata anche nelle frenate. Sul collo il fiato di Verstappen, le Rosse hanno mancato una doppietta facile

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SPIELBERG (AUSTRIA). In casa Red Bull, davanti a mezza Olanda e contro l’ammutinamento della sua Ferrari nel finale, Charles Leclerc riesce nell’impresa e batte il rivale Verstappen al fotofinish. Contro tutto e tutti il monegasco rompe il digiuno e ritorna sul gradino più alto del podio per la quinta volta in carriera. E il messaggio arriva forte e chiaro a Max: ci vorrà ben altro per fargli alzare bandiera bianca.

Assai diversa la situazione nell’altro lato del box Ferrari, visto l’ennesimo motore in fumo che ha appiedato Sainz, proprio mentre il madrileno si faceva minaccioso negli specchietti di Verstappen. A chiudere il podio c’è di nuovo Sir Lewis, rinvigorito e tornato sui soliti alti livelli seppur con un mezzo che ieri ha mostrato tutti i suoi limiti nella lotta con le Haas.

Tra i fantastici quattro manca anche Checo Perez, vittima di un contatto al primo giro che ha reso inguidabile la sua Red Bull, poi fermata per preservare il motore. Rimane il rammarico per quella che poteva essere una facile doppietta rossa, ieri decisamente la miglior monoposto in pista su tutti i fronti, tradita però ancora una volta dall’affidabilità del suo 6 cilindri Superfast.

Si è comunque chiuso un weekend positivo per gli uomini di Maranello, coronato da una prestazione sensazionale di Leclerc in grado di portare prima al traguardo una macchina che rimaneva accelerata anche in frenata. E con il fiato sul collo di un mastino come Supermax, superato ben tre volte in pista dal Principino. Roba da primi della classe. Serviva una risposta dopo i tracolli di Spagna e Azerbaigian e così è stato. Doppia vittoria back to back nel giro di una settimana e mondiale che a poco a poco si riapre.

Ma soprattutto serviva fiducia. Quella che era venuta a mancare dopo le rotture e gli inspiegabili errori al muretto di Monaco e Silverstone. Tra le montagne austriache la Ferrari ha mostrato una superiorità netta specie sul fronte gestione gomme e con Leclerc al volante c’è da stare tranquilli. Basta dargli una macchina e non rovinarlo con la strategia, ieri azzeccatissima per altro. Al resto pensa lui.

Dietro i due vecchi amici, che hanno regalato un altro show di livello assoluto, il vuoto. Con Sainz e il gregario Red Bull ko, Hamilton prende un podio facile davanti al compagno Russell. Mercedes di nuovo inspiegabilmente opaca dopo il lampo di Silverstone, quando il passo di Hamilton era paragonabile a quello delle Ferrari. Poi Ocon su Alpine tiene a bada Schumi jr, Norris su Mclaren, l’altra Haas di Magnussen, Ricciardo e chiude la top 10 il veterano Alonso.

Tracciando un veloce bilancio di quella che è la prima metà di stagione troviamo sicuramente due garanzie: Leclerc è un pilota da mondiale e la sua Ferrari, a livello prestazionale, è la migliore macchina sulla griglia. La domanda è legittima: come si spiegano, allora, i 38 punti di distacco tra Charles e Supermax? La risposta non può che essere: occasioni sprecate. Sì, perché i problemi di affidabilità ci sono stati anche a Milton Keynes. La Red Bull ha però dimostrato di saper finalizzare. Come nel calcio un grande attaccante può risultare decisivo anche toccando un solo pallone, così Verstappen e soci hanno portato a casa il massimo in ognuna delle 11 gare disputate vincendone ben 7. A Maranello occorre intanto fare chiarezza su chi sia il primo e chi il secondo pilota e di conseguenza agire sul fronte strategico. Gli episodi visti a Silverstone e nella Sprint in Austria di sabato sono deleteri, innervosiscono e portano solo a mezzi sorrisi. Strategie interne a parte, sul fronte tecnico c’è poco da dire. La F1-75 è forte in tutto. Rapida in qualifica, gentile con le gomme e ora anche più veloce sui rettilinei, lacune evidenziata nei primi Gp ma prontamente risolte con una nuova ala posteriore a minor carico. Efficace in tutti i reparti, la Rossa del 2022 nelle mani del monegasco è un’arma letale. Ma occorre mantenere alto il livello anche nella seconda parte di stagione e risolvere necessariamente i problemi di affidabilità.

È una strada in salita, i punti da recuperare non sono pochi, bisognerà scontare certamente altre penalità e sarà raro vedere errori da parte dell’olandese. Capitalizzare deve essere la parola d’ordine. Prossimo appuntamento al Paul Ricard in Francia il 24 luglio, dove si prospetta un altro duello ad armi pari.
 

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