Gioco
Noi, azzurri come l’acqua: galleggiamo sul mondo
Italia potenza nel nuoto: mai vinte dieci medaglie iridate in piscina. Paltrinieri, una gara leggendaria e quei quattro che battono gli Usa...
Significa che quell’atleta sta provando a fare qualcosa di straordinario. Tant’è, che per 1450 metri Gregorio Paltrinieri il primato di Sun Yang (14’31’’02) lo ha aggredito, salvo poi “accontentarsi” del titolo iridato e del record europeo (14’’32’’80) oltre che di una prestazione monumentale. Ma quando mezz’ora dopo l’Italialnuoto riesce addirittura a battere gli Stati Uniti in una staffetta mista, allora sì che possiamo parlare di una vera e propria sbornia sportiva senza precedenti e del record di medaglia della nostra nazionale a un campionato del mondo in vasca lunga (5 ori, 2 argenti, 3 bronzi che valgono il terzo posto nel medagliere alle spalle di Usa e Australia). Sabato sera, nella meravigliosa Duna Arena che costeggia il Danubio - sede della 19° edizione dei Mondiali di nuoto -, è stata una di quelle serate che un giorno i 5mila presente racconteranno semplicemente dicendo: “Io c’ero”. E io c’ero. Membro del pool di fotografi della Federazione Italiana Nuoto. Il giorno precedente, Paltrinieri era uscito dalla batteria con le mani fra i capelli. Sconsolato. E in 7ma posizione. Non sembrava affatto il suo campionato, dopo una finale negli 800 tutt’altro che soddisfacente. Ma si sa, i campioni sono come gli avvoltoi. Banchettano sulle delusioni, rialzano la testa e vanno a vincere dalla corsia 1, dominando. In tribuna fotografi non è come godersi la gara in tv, sui canali Rai. Quando stai là pensi, anneghi nel rumore di 5mila magiari appassionati di nuoto che, metro dopo metro, capiscono l’importanza e la maestosità della prestazione. Gregorio è un razzo. Vira e gli altri - Romanchuk, Wellbrock e Finke - sono costantemente mezza vasca dietro. Tra te e te dici, “stasera non ce n’è per nessuno”. E così è stato.
COME THORPE
Paltrinieri sale sulla corsia e spalanca le braccia. Si bacia i bicipiti e conferma di essere un campionissimo. Senza dubbio uno dei mezzofondisti più forti della storia, pari a Grant Hackett e Thorpe. Poco prima la baby prodigio Pilato aveva festeggiato un argento dolce amaro nei 50 rana, dopo il successo nei 100, mentre Thomas Ceccon si era dovuto fermare ai piedi del podio nei 50 dorso. Una volta finito di inviare alla federazione le immagini di Paltrinieri, ecco la staffetta mista. Bronzo olimpico in carica e quartetto davvero gagliardo formato dal neo primatista del mondo Ceccon, dal campione del mondo dei 100 rana Martinenghi, dal bronzo olimpico nei 200 farfalla Burdisso e dal campione Europeo dei 100 stile libero Miressi. A fianco di corsia, ovviamente, gli Stati Uniti, privi di Dressel ma pur sempre gli Usa. Gli azzurri partono senza paura, gasatissimi dal numero di Paltrinieri. Sembrano avere le ali, tutti. Virano davanti in terza frazione, Miressi resiste il primo 50 e torna come un fulmine regalando all’Italia del nuoto una medaglia iridata mai vinta prima. Finora erano stati sette i metalli di staffetta (3 argenti e 4 bronzi), a cominciare dal terzo posto conquistato a Cali 1975 dalla 4x100 stile libero maschile con Paolo Barelli, oggi presidente federale. Sette podi, ma mai il gradino più alto. E stavolta sì che la mano trema. Temi di sbagliare lo scatto che ti serve, ma per fortuna nel mondo del digitale c’è tempo per sbagliare e rimediare. Dopo il capolavoro di Greg, ecco l’oro di 4 ragazzi tremendi baciati da un talento cristallino.
GREG E L’ORGOGLIO
«Questo è un sogno», ha detto il carpigiano appena uscito dalla vasca e che dopo il tocco è salito sulla corsia ruotando la mano destra vicino all'orecchio, come a dire: capito come vanno le cose? «Prima della gara i miei amici mi avevano scritto che ero quotato a 26 e ho pensato: ma come si permettono! Ma io sapevo di poter vincere i 1500. Sapevo di valere questi tempi, ma non è mai facile arrivare a un Mondiale e far bene. Questo oro è la medaglia più importante della mia carriera. E' molto più difficile vincere oggi rispetto a 10 anni fa». La ciliegina, anzi le ciliegine, su un’edizione record che ha anche ha raccolto l’oro di Martinenghi nei 100 rana e di Benny Pilato nei al femminile, l’oro con record del mondo di Thomas Ceccon nei 100 dorso, il doppio argento della coppia Martinenghi-Pilato sulla mezza distanza e i bronzi della staffetta veloce maschile e di Simona Quadarella negli 800 stile libero. E non è ancora finita, adesso arrivano i caimani del fondo e i tuffatori. l
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