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Il Lukaku-bis è un colpo di genio? Quattro super interisti non hanno dubbi. Ecco i loro punti di vista

Facchetti jr, Ferri, Bedin e Bordon promuovono l’operazione di Marotta. «Partner ideale di Lautaro». E in chiave europea vero affare per il club nerazzurro


23 giugno 2022 Luca Tronchetti


Un valore aggiunto. Un giocatore che, in coppia con Lautaro Martinez, è in grado di poter scrivere un altro capitolo vincente nella gloriosa storia nerazzurra. Il ritorno del Re, alias Romelu Lukaku, è accolto in modo positivo da chi ha vissuto e vinto con la casacca della Beneamata. E pazienza se certi operatori di mercato, come Giovanni Branchini, ritengono non indispensabile la mossa di Marotta e Ausilio. Per la stragrande maggioranza degli ex nerazzurri l’operazione ha una duplice valenza: economica e tecnica. Come spiega bene Gianfelice Facchetti, attore, scrittore, giornalista, regista teatrale e figlio del totem Giacinto «Magno»: «Partiamo da un presupposto: la carenza di liquidità. Gli affari si rinviano per strappare il miglior prezzo. Quando sento parlare di 40 milioni per Scamacca allora non posso che apprezzare sempre di più l’operato di Beppe Marotta. Un anno fa vendiamo Romelu al Chelsea per 115 milioni e oggi il bomber da 24 reti torna in prestito (8 milioni più 4 di bonus) e si abbassa lo stipendio del 25% pur di indossare la maglia dell’Inter. Se sul piano economico-finanziario il club ha fatto un affare lo stesso discorso vale su quello sportivo. Lautaro ritrova un partner ideale, conosce già molti compagni e non farà fatica a integrarsi. Se facciamo un passo indietro ci accorgiamo che, nella stagione appena conclusa, l’Inter ha perduto molte occasioni che le sono costate punti scudetto proprio per l’assenza di quel finalizzatore che l’anno precedente traduceva in gol ogni pallone che toccava. Il rapporto con i tifosi? Lukaku si è scusato. Ha ammesso di aver sbagliato e adesso torna a casa, tra la sua gente, pronto a ritrovare l’applauso del suo pubblico. Sono fiducioso che dopo i primi gol anche chi era stato deluso tornerà a scandire il suo nome».


Per Gianfranco Bedin, 77 anni, il mediano passato anche dal Livorno che con l’Inter di Herrera vinse tre scudetti, una Coppa dei Campioni e una Intercontinentale, il ritorno di Lukaku può essere letto anche in chiave europea: «Ho grande fiducia in questa sapiente operazione della dirigenza. E ho la sensazione che il ritorno del panzer possa avere un significato importante da leggere non solo come sfida al campionato per conquistare lo scudetto della seconda stella, ma anche in chiave europea. Avere davanti Lautaro, Lukaku e Dzeko ti permette di avere diverse soluzioni là davanti. Se poi arriva anche Dybala ci sarà da divertirsi».

Per Riccardo Ferri, 58 anni, ex difensore azzurro e nerazzurro che con la Beneamata ha vinto uno scudetto, due coppe Uefa, una Coppa Italia e una Supercoppa, il vero valore aggiunto dell’Inter è il Ceo, Giuseppe Marotta: «Lui e Ausilio riescono contestualmente a far quadrare i conti e a migliorare la squadra rendendola sempre più competitiva. Ritengo che il ritorno di Lukaku sia un fattore positivo sotto ogni punto di vista. Anche a livello tattico sono sicuro che Simone Inzaghi saprà sfruttare al meglio la velocità negli spazi del nazionale belga. Tralascerei l’aspetto sentimentale dei tifosi e mi concentrerei sull’atteggiamento del calciatore: in pochi si sarebbero decurtati lo stipendio per tornare all’Inter. Segno che Lukaku torna con entusiasmo perché ci tiene a questa maglia e vuol riprendersi quello che aveva lasciato nel suo San Siro».

Ivano Bordon, 71 anni, 280 presenze in A, due scudetti e tre coppe Italia con l’Inter, mette a tacere chi storce il naso sui cavalli di ritorno: «Con Lautaro appena 12 mesi fa formava la coppia più prolifica del campionato. Credo che i dirigenti abbiano fatto bene i loro calcoli e che Inzaghi sappia già come impiegarlo. Sul piano economico poi è stato un grande affare. Sono davvero curioso di vederlo di nuovo all’opera».

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