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Berrettini e il successo nel Queen's: perché l'azzurro può scrivere la storia a Wimbledon

Vezio Trifoni
Matteo Berrettini bacia il trofeo del Queen's
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Matteo Berrettini bacia il trofeo del Queen's

Imbattibile sul verde. Krajnovic senza scampo: ora il romano punta al colpo grosso

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LONDRA. Matteo Berrettini signore dell'erba. Il romano (ora n.10 al mondo) continua la striscia perfetta vincendo per la seconda volta il titolo dell'ATP 500 del Queen's, secondo torneo consecutivo dopo il successo a Stoccarda. In finale sui prati dell'affascinante club londinese l'azzurro ha sconfitto il serbo Filip Krajinovic (n.48 ) col punteggio di 7-5 6-4 in un'ora e mezza di gioco, confermando il proprio momento straordinario di forma e l'efficacia del suo gioco su erba. «Non ero qui per prepararmi a Wimbledon ma per difendere la vittoria dello scorso anno - dice Berrettini - grazie al mio staff e soprattutto questo è un torneo davvero unico e straordinario. Ora tre giorni di riposo e poi penserò ai Championships». Una prestazione in crescendo per Berrettini, che dopo un inizio non dei migliori col servizio ha trovato ritmo e ha imposto il suo tennis aggressivo, sconfiggendo per la terza volta in carriera Krajinovic. Il nativo di Sombor si era issato in finale nel torneo da “perfetto sconosciuto” su erba: non aveva mai vinto una partita sul tour Atp sui prati.

Ha disputato una buona finale Filip, ordinato, offensivo, ma Berrettini gli è stato superiore in ogni fase di gioco, anche nello scambio grazie ad una giornata eccellente col rovescio, sia in back per cambiare ritmo e manovrare, che nell'accelerazione alla ricerca dell'affondo. È il nono successo consecutivo per l'azzurro dal rientro sul tour la scorsa settimana. Matteo ha disputato la decima finale in carriera, la seconda consecutiva al Queen’s, alzando il settimo trofeo e secondo di fila dopo quello conquistato domenica 12 giugno a Stoccarda. Il suo tennis sui prati è quasi irresistibile: ha vinto 20 degli ultimi 21 match giocati su erba, resta imbattuto nel torneo londinese (10 vittorie su 10 partite disputate) e complessivamente sulla più antica superficie della disciplina ha vinto 33 delle 39 partite a cui ha preso parte in singolare. Considerando l'Era Open, Berrettini è tra i migliori cinque di sempre per percentuale di successi in incontri su erba, in compagnia di Federer, McEnroe, Djokovic e Laver e davanti leggende come Sampras, Connors, Murray e Becker.

Adesso avrà un’altra settimana per perfezionare definitivamente l’avvicinamento a Wimbledon, torneo nel quale può essere inserito tra i primi tre favoriti insieme a Djokovic e Nadal, a meno che Kyrgios, Shapovalov e Hurkacz trovino una giornata eccezionale. Le prime quattro teste di serie del torneo butteranno un occhio sulla parte di tabellone in cui finirà l’azzurro. C'è ottimismo nel viaggio di Matteo a Londra è del resto supportato dalla qualità di gioco che il ragazzo romano riesce a esprimere sui prati, nonché dalla solidità mostrata in queste due settimane, dove si è spesso tratto d’impaccio da situazioni delicate con la forza del carattere e la freddezza che marchia il grande campione.

Ovviamente, negli anni, ci ha aggiunto dettagli tecnici che ne fanno ormai un interprete extralusso dell’erba: intanto è migliorato negli spostamenti in avanti, che erano un tallone d’Achille a inizio carriera. Di conseguenza, può spingersi a rete con maggiore profitto e cogliere punti facili con il gioco di volo, nel quale sta mostrando progressi molto apprezzabili. Grazie al back di rovescio, può difendersi e diventare offensivo allo stesso tempo. Ora lo gioca con un taglio più accentuato e complicato per gli avversari con una profondità di traiettorie che gli permette di non perdere terreno nello scambio, abbinandovi poi una notevole continuità rispetto ai molti errori di inizio carriera. Aggiungiamoci che Matteo, dotato del servizio più devastante del circuito, è salito molto nella risposta alla battuta altrui. L'evoluzione intelligente e costante di Berrettini grazie alla strategia e al supporto di Santopadre e il suo team potrebbe davvero regalarci il sogno di un trionfo a Wimbledon sfiorato lo scorso anno.
 

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