Gioco
Il Granducato siede in panchina, sette toscani allenano in Serie A
L’ultima firma è quella del fucecchiese Alvini che guiderà la Cremonese. Con i top Allegri, Sarri e Spalletti ecco i mister che si giocano una scommessa
Come cambiano le cose, nel calcio e nella vita, in appena due anni; la stagione 2020/21 fu una sorta di anno zero per gli allenatori toscani, nessuno dei quali si presentava ai nastri di partenza della nostra massima serie, complice il siluro che la Juventus riservò a Max Allegri, salutato nonostante la serie di cinque scudetti consecutivi. Ventiquattro mesi dopo è cambiato tutto, e la Toscana sarà di gran lunga la regione più rappresentata nel panorama delle nostre panchine.
Con l’ufficializzazione di Massimiliano Alvini alla guida della Cremonese, saranno addirittura 7, su 20, i tecnici del Granducato seduti sulle panchine dei club della massima serie, se non è record a livello planetario poco ci manca.
Certo, si potrebbe pensare alla classica coincidenza, ma non è davvero così, non a caso è proprio in Toscana che si sono formate, e continuano a farlo, generazioni di allenatori. Stiamo parlando del Centro tecnico federale di Coverciano, una sorta di università del calcio mondiale che ogni anno sforna tanti, forse troppi…, nuovi tecnici.
Benedetti toscani
Insomma, il meglio delle panchine italiane arriva dalla Toscana, senza alcuna distinzione geografica. Massimiliano Allegri, lo sanno tutti, è livornese e del livornese conserva quella tendenza a sdrammatizzare che tanto lo aiuta anche nella sua professione, Maurizio Sarri, pur nativo di Napoli, è cresciuto in provincia di Arezzo ed in Toscana si è affermato alla guida del Sansovino, Luciano Spalletti è di Certaldo, un piccolo comune di 15.000 abitanti della provincia di Firenze, Alessio Dionisi arriva dal “Vulcano del Monte Amiata”, Abbadia San Salvatore, in provincia di Grosseto. Cioffi, salito alla ribalta dopo le belle cose mostrate alla guida dell’Udinese, è di Firenze, così come Marco Baroni mentre l’ultimo arrivato Alvini è di Fucecchio.
Non solo, sapete di dov’è il presidente dell’Associazione Allenatori Renzo Ulivieri, in passato alla guida di squadre importanti come Torino, Parma, Bologna e Sampdoria? Toscano, of course…, per la precisione di San Miniato, comune in provincia di Pisa.
Arriva l’ottavo?
E non è finita qua, perché in lizza per l’ultima panchina ancora senza padrone, quella dello Spezia, c’è un altro mister toscano, il giovane, classe 1989, Francesco Farioli, lucchese di Barga.
Un nome nuovo per il grande calcio, ma che vanta già ottime esperienze all’estero. Nell’ultima stagione ha guidato i turchi dell’Alanyaspor fino alle soglie della qualificazione alle coppe europee. Un piccolo miracolo sportivo.
Se riuscirà in tempi brevi ad ottenere il patentino per allenare in Serie A, del quale è al momento sprovvisto, dovrebbe essere proprio lui, l’“allenatore filosofo” – è laureato, appunto, in filosofia - a sedere sulla panchina dei liguri, portando ad otto la pattuglia dei mister toscani.
L’ultimo arrivato, Max Alvini
Se di Sarri, Spalletti ed Allegri si conosce tutto, poco si sa dell’ultimo arrivato, Max Alvini.
Il tecnico di Fucecchio arriva alla massima serie non più giovanissimo – ha 52 anni – e lo fa dopo una lunga, lunghissima gavetta. Appese le scarpette al chiodo nel 2000, dopo aver sempre giocato tra i dilettanti, ha maturato una lunghissima esperienza nelle categorie dilettantistiche toscane, con Signa e Quarrata, prima agganciare il treno del professionismo con il Tuttocuoio.
Da lì ha spiccato il volo, passando per Pistoia, Bergamo sponda Albinoleffe, Reggiana, con esaltante promozione in B e subitanea retrocessione, e Perugia, dove ha condotto la matricola umbra ai playoff. Un allenatore nel quale la Cremonese crede tantissimo, non a caso, per liberarlo dal Perugia, verserà agli umbri un indennizzo di circa mezzo milione di euro.
Gli altri
Che gli allenatori toscani vadano di moda lo dice anche il gran percorso del Palermo targato Silvio Baldini; da quanto il mister di Carrara ha avvicendato Filippi, i rosanero hanno inanellato una serie di risultati incredibili ed adesso si giocano la promozione in Serie B con un’altra nobile decaduta, il Padova dell’ex campione del mondo Massimo Oddo.
E comunque vada, sarà un successo, considerando che con Baldini il “Barbera” è tornato a riempirsi, tanto che nella semifinale playoff, contro la Feralpi Salò, c’erano 30.000 spettatori.
Di scorta, poi, ci sono altri tecnici che, con ogni probabilità, saliranno in corsa su qualche panchina; i più gettonati sono il massese Aurelio Andreazzoli, a sorpresa non confermato dall’Empoli (che gli ha preferito l’ex tecnico del Venezia Zanetti) dopo la promozione in Serie A e la successiva, tranquilla, salvezza ed il fiorentino Leonardo Semplici, due anni fa protagonista di una salvezza incredibile a Cagliari, per poi essere ripagato, l’anno successivo, con l’esonero dopo appena tre giornate.
Al suo posto, un altro toscano, quel Walter Mazzarri, da San Vincenzo, che, dopo i fasti con Sampdoria e Napoli, non riesce più ad azzeccarne una, lo dicono i tre esoneri consecutivi alla guida di club italiani, Inter, Torino e Cagliari.
Scommettiamo che li rivedremo presto su una panchina della massima serie, tanto a ribadire che i toscani saranno sì maledetti, ma di sicuro sono grandi allenatori; non per niente l’ultimo tecnico campione del mondo veniva proprio dal Granducato, per la precisione da Viareggio, il grande Marcello Lippi.
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