Il dolore
Max-Charles, che bellezza
Leclerc attacca Verstappen dopo la safety car ma non basta. Sul podio anche Sainz che respinge l’assalto di Sergio Perez
MIAMI (USA). Una sfida meravigliosa, un finale spaccacuore: questa è la Formula 1 che la gente vuole, che la gente ama. Alla fine la spunta il talento cristallino di Max Verstappen che tiene dietro con enorme fatica uno scatenato Leclerc alla fine di 10 giri senza respiro, dopo l’ingresso della safety car. La gestione della gomma media e il talento di Max Verstappen hanno fatto la differenza: in soli nove giri l’olandesino si è mangiato le due Rosse e poi ha gestito, forte di una macchina che sul circuito di Miami ha avuto qualcosina in più. La safety car a 12 giri dalla fine, un piccolo Gp nel Gp, ha riaperto le speranze di Charles che si è attaccato al grande avversario, che nei rettilinei ha fatto la differenza. Un po’ di amaro in bocca, certo, resta. Dopo il sabato perfetto del ragazzo monegasco sognare era lecito. Settima pole in carriera, come Gerhard Berger e David Coulthard. Pole numero 12 con la Rossa, come un certo Sebastian Vettel, che lo aveva fatto però a 32 anni. Cinque volte in prima fila sui cinque gran premi di questa stagione. Insomma, la Rossa immaginava il weekend perfetto.
Ma la gara è sempre un’altra cosa. In pista non sei solo contro il crono, sei circondato da gente che vuole il tuo scalpo. Così Charles nello specchietto retrovisore vede Verstappen aggredire subito Sainz e passarlo in partenza, e poi avvicinarsi giro dopo giro: la red Bull sembra averne di più, specie in regime di Drs, anche perchè la gomma amteriore destra del monegasco pesca dello sporco ed è meno performante: al nono giro si compie il sorpasso, con l’olandese che infila il rivale senza troppe difficoltà. I pneumatici, già: la strategia della Rossa non funziona se è vero che al quindicesimo giro Leclerc parla chiaro alla radio, la gomma si sta deteriorando.
Grande, la sfida davanti, fucsia dopo fucsia il ragazzo olandese e il talento di Montecarlo non mollano niente. Mentre alle loro spalle l’altra Red Bull, quella di Perez, improvvisamente perde potenza e si allontana dal gradino più basso del podio occupato da Carlos Sainz, perdendo sette secondi in un amen.
La Ferrari soffre, ma c’è: Leclerc firma il giro record (il 23) e si riprende il punto addizionale, ma la rimonta contro una Red Bull del genere sembra una missione impossibile: ci si gioca il tutto per tutto subito dopo quando Charles monta la gomma dura. Due giri più tardi risponde Verstappen con la stessa scelta e al rientro in pista il divario sfiora gli otto secondi (giro 28).
Manca più di metà gara ma la sensazione è che lo status quo potrebbe cambiare solo in presenza di pioggia, safety car o chissà cosa. Verstappen è un martello, inanella giri sempre più perfetti ed a parità di pneumatici i tempi dei due grandi rivali si equivalgono, ci sono sempre quei sette secondi che sembrano una muraglia invalicabile. Al Principino in rosso non resta che sfidare a distanza l’avversario sui giri veloci che comunque regalano un punto, mentre tutti scrutano il cielo carico di nuvole, perchè la pista bagnata cambierebbe qualcosa, soprattutto a livello di gomme. E qualcosa accade: giro 42, incidente tra Gasly e Norris ed è safety car e tutto riaperto, con Perez che monta la gomma soffice per tentare un colpaccio. Leclerc riparte a 1”6 dall’olandese, si avvicina molto alla coda dell’avversario, ma non basta. Un corpo a corpo che finisce solo alla bandiera a scacchi. Vince Max. ma che bravo Charles.
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