Il Tirreno

Sport

Fiorentina, l’Europa non può più attendere, il bivio è con la Roma

Francesca Bandinelli
Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina
◗
Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina

Vincenzo Italiano non recupera Odriozola, toccherà a Venuti. Cabral deve guidare l’attacco: servono i suoi gol per sognare

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Spezzare la maledizione delle sconfitte - quattro consecutive, di cui tre in campionato, record negativo dell’intera carriera di Vincenzo Italiano – e tornare far valere le legge del “fortino”, in quel Franchi dove la Fiorentina ha conquistato 35 dei 56 punti e dove ha ceduto il passo nel recupero dello scorso 27 aprile con l’Udinese quasi tre mesi dopo l’ultima volta (con la Lazio, il 5 febbraio scorso). Contro la Roma finalista di Conference League, stasera, non si potrà sbagliare niente: i giallorossi puntano al quinto posto, Mourinho non intende accontentarsi delle briciole e a Trigoria l’hanno capito tutti. Ecco perché il posticipo contro i viola vale più di ogni altra cosa: è un faccia a faccia per l’ambizione di chi vuole sognare, senza preclusioni. Da una parte ci sarà l’orgoglio di una Fiorentina pronta a tutto pur di uscire fuori da quel tunnel che rischia di frenare la volata verso il ritorno tra grandi, certificato dall’identità di gioco trasmessa dal giovane allenatore siciliano, dall’altra la consapevolezza di una squadra, quella giallorossa che, dopo l’esplosione di entusiasmo in campo internazionale, punta a sedimentare le proprie certezze pure in campionato.

Vincenzo Italiano non ci ha girato intorno: vuole una squadra spregiudicata, come quella vista a Napoli (è stata l’ultima volta in cui è andato a segno l’intero tridente, con Gonzalez, Ikoné e Cabral), capace di verticalizzare la manovra e di fare dell’imprevedibilità il proprio punto di forza. Non ci sarà per la seconda partita consecutiva Alvaro Odriozola, alle prese con un affaticamento, ed al suo posto toccherà a Venuti innescare la rapidità di Gonzalez, a secco di reti dalla trasferta al Maradona. Per continuare a rincorrere il sogno di una qualificazione in Europa, ora, serve soprattutto il cuore. L’esame è di quelli durissimi, lo ha sottolineato sabato lo stesso tecnico viola, ma contro le grandi nel girone di ritorno la Fiorentina ha mostrato coraggio e carattere.

La vittoria dell’Atalanta impone un solo risultato, il successo, ed è da qui che Torreira e compagni intendono ripartire. Serve prima di tutto l’aggancio in classifica coi bergamaschi per poter sfruttare il vantaggio acquisito negli scontri diretti. C’è da ritrovare la via del gol – solo una rete realizzata nelle ultime quattro gare – e, soprattutto, da cercare di chiudere la porta, dopo le 9 incassate negli ultimi 360 minuti. In mezzo al campo, rispetto all’ultima partita, dovrebbero cambiare due terzi degli interpreti, con Torreira di nuovo al centro del gioco insieme ad Amrabat (Bonaventura è in dubbio). A completare il reparto ci sarà poi Duncan. Davanti, mancherà Sottil: a giocarsi una maglia dall’inizio saranno Saponara, in vantaggio, e Jonathan Ikoné, mentre Cabral pare aver sorpassato Piatek anche questa volta, pure se la staffetta tra i due può diventare la risorsa in più. Il polacco, per altro, contro la Roma ha trovato la rete due volte in tre incroci: tocca a lui, eventualmente, costruirsi i presupposti per calare il tris. Il suo riscatto dall’Hertha Berlino, a fine stagione, pare quanto meno difficile, ma toccherà (anche) a lui provare a dare la scossa definitiva in questo finale di stagione per rovesciare la prospettiva e scrivere davvero una nuova pagina di storia. Conta vincere, per la classifica e pure per l’orgoglio, per regalare di nuovo un sorriso ad una città che, sugli spalti, è pronta a trasformare il Franchi in un’arena tutta viola. La Fiorentina lo sa benissimo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa