La manifestazione
F1, il Principe e la sua Bestia
Ferrari strepitosa, Leclerc domina in Australia. Verstappen al secondo ritiro
Ragazzi, drizzate bene le antenne. Nel Gran premio d’Australia si è visto qualcosa riemergere dal passato. Qualcosa di appassionante, strepitoso, formidabile. Si è visto un po’ di Schumi e un po’ di Lewis. Condensati nella stessa persona. Il principino in rosso è diventato adulto e ha avuto ufficialmente accesso alla biblioteca che conserva i libri su cui è possibile studiare per diventare imperatore.
Charles e la Bestia, come l’ha battezzata lui stesso: l’esplosione di un grande amore e di una passione sfrenata tra il pilota e la sua Ferrari. Che fanno di Leclerc un “domatore” d’eccellenza, un vittorioso che non riesce a placare la sete di successo, proprio come avvenuto a Schumacher e ad Hamilton. Sembrava di sentire loro in collegamento radio ieri mattina. “Posso andare per il giro veloce prima di trovarmi nel traffico?”, chiede il ferrarista al muretto, che risponde prontamente “No Charles, hai già il giro veloce e pensiamo che nessuno possa batterlo”. Ma lui niente, non ci sente. E all’ultimo giro riesce a migliorare se stesso, abbassando ulteriormente il tempo.
È diventato questo Leclerc, il predestinato che rasenta la perfezione e che a colpi di talento ha imparato a confezionare autentiche imprese. C’è da augurarsi che non si monti la testa nel leggere le analisi dei commentatori, ma per numerosi aspetti la sua vorticosa crescita assomiglia proprio a quella di Michael e Lewis.
Dopo il trionfo di Melbourne (il secondo in tre gare) consolida la sua posizione da leader del Mondiale piloti con 46 punti di vantaggio sul campione del mondo Max Verstappen, incappato nel suo secondo ritiro stagionale. «Siamo soltanto alla terza gara – ha commentato il ferrarista – e pensare al campionato è difficile, ma la macchina è fortissima e affidabile. Per ora siamo stati sempre lì, continuando così avremo delle possibilità di vincere e ciò mi fa sorridere dopo le ultime due difficili annate. La superiorità inaspettata sulla Red Bull? Sì – ha ammesso il monegasco –, in qualifica eravamo molto veloci, ma pensavo che il gap in gara sarebbe stato ridotto. La macchina è una bestia. Facevo tutto quello che volevo».
In casa Red Bull la rabbia è dilagante. Nonostante il secondo posto di Sergio Perez, la nuova uscita di scena di Verstappen è un campanello d’allarme che scuote non poco la serenità dell’ambiente e che pone numerosi interrogativi sulla reale competitività della monoposto. Sui motivi che hanno costretto allo stop dell’auto di Max è stata aperta una vera e propria indagine interna. «Potrebbe trattarsi – ha detto il boss Red Bull Chris Horner – di carburante o di idraulica, ma abbiamo bisogno di esaminare da vicino la macchina. È disperatamente frustrante, anche perché non abbiamo mai avuto il ritmo per battagliare con Leclerc. La Ferrari era in un campionato a parte. Non possiamo accettare i ritiri, ora dobbiamo capire quale sia stato il problema e risolverlo in fretta».
La prima antagonista della Ferrari è quindi diventata la Mercedes, che trova un barlume di speranza in un avvio di stagione complesso e piazza sul podio George Russell, che ora è davanti al compagno Hamilton (ieri quarto) nella classifica del Mondiale. «Il motore si stava surriscaldando e ho dovuto alzare il piede – ha raccontato il britannico pluricampione del mondo –. Non abbiamo fatto passi in avanti, la macchina era sempre la stessa e quindi è un grande risultato per noi».
Tornando a sognare in rosso, ci sono tutti i presupposti per organizzare la grande festa del risveglio ferrarista. La data c’è già ed è il 24 aprile, tra meno di due settimane. Da venerdì 22, infatti, si aprirà il sipario sul Gran premio di Imola e saranno sicuramente tre giorni di febbre rossa. L’autodromo intitolato ad Enzo e Dino Ferrari torna ad ospitare il pubblico delle grandi occasioni dopo due anni di restrizioni dovute alla pandemia. Gli alberghi della zona sono esauriti da settimane e la previsione è di ben ottantamila spettatori per la gara. Leclerc come Schumacher? Vedremo. Fu proprio il tedesco, nel 2006, a firmare l’ultima vittoria del Cavallino in Emilia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
