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Allungo finale, Bastianini sfoggia il cappello texano

Enea Bastianini, leader del Mondiale e vittorioso in due gare su quattro
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Enea Bastianini, leader del Mondiale e vittorioso in due gare su quattro

Ad Austin trionfa su Ducati il portacolori del team Gresini. Per lui 2 successi in 4 gare. Lo seguono Rins e Miller

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AUSTIN (TEXAS). Sotto gli occhi di Danilo Petrucci, vittorioso nella gara d’esordio del MotoAmerica Superbike in sella alla Ducati Panigale V4 R (il terzo italiano di sempre a trionfare in questa categoria dopo Alessandro Gramigni e Lorenzo Zanetti), Enea Bastianini si ripete in Texas dopo il Qatar ed ora può davvero cominciare a sognare un Mondiale da protagonista con la sua Ducati clienti del team Gresini. Dietro il riminese si piazza la Suzuki di Alex Rins. Terzo Jack Miller con la Ducati ufficiale.

La quarta prova della MotoGp promuove quindi Bastianini, partito dalla quinta posizione e autore di una gara intelligente, matura, nella quale ha saputo attendere il momento giusto, a cinque giri dal traguardo, per scatenare l'attacco decisivo a Miller, che lo ha portato sul gradino più alto del podio. E con 61 punti l'ha rimesso in cima alla classifica del Mondiale piloti, +5 su Rins e +11 su Aleix Espargaro (Aprilia).

«È stata una giornata strepitosa – è stato il commento a caldo di Bastianini –. La prima parte della gara è stata molto dura perché Jack andava fortissimo. Ma verso la metà ho capito che era il momento di spingere, anche per liberarmi degli attacchi di Rins. Ed ero preoccupato dalle gomme che cominciavano a surriscaldarsi».

Pronti via e Miller “brucia” subito il poleman Jorge Martin, guadagnando il primo posto. A parte questo sorpasso, le cinque Ducati che hanno dominato le qualifiche volano in formazione e tengono le posizioni. Problemi invece per Marc Marquez, che dalla nona casella precipita al penultimo posto. Lo spagnolo comincia quindi una rincorsa forsennata per risalire la corrente. Francesco Bagnaia perde posizioni, passato prima da Bastianini e Johann Zarco, quindi anche dalla Suzuki di Rins. Marquez intanto continua ad inseguire e a metà dei 20 giri è nono. È battaglia per il secondo e terzo posto tra Bastianini e Rins, con il riminese che sfrutta ogni cavallo della sua Ducati per tenere dietro lo spagnolo, mentre Martin scivola in quarta posizione. Altra prova opaca di Bagnaia, che fatica a tenere il ritmo dei primi e alla fine sarà quinto. In difficoltà pure Zarco, solo nono alla fine.

A cinque giri dal traguardo il sorpasso decisivo di Bastianini su Miller, che aveva guidato la gara fino a quel momento. Rins non molla ed è terzo. Nemmeno Marquez sta a guardare, a –4 passa Quartararo ed è sesto. Per il campione del mondo in carica una prova anonima, alle prese con una Yamaha che soffre la velocità di Honda, Ducati e Suzuki. Il francese, partito sesto, riuscirà comunque a chiudere settimo. Dietro Marc Marquez, che si deve accontentare della sesta posizione, ma può essere soddisfatto di come ha saputo raddrizzare una gara partita malissimo.

Sventola il tricolore anche in Moto2 con Tony Arbolino che si aggiudica il Gran premio delle Americhe. Il centauro lombardo, in sella alla Kalex, scappa via e domina la gara del Texas, trionfando davanti al giapponese Ai Ogura (Kalex) e al britannico Jake Dixon (Kalex). La leadership del Mondiale rimane nelle mani di Celestino Vietti, del Mooney VR46 Racing Team, autore di una caduta. Zero punti anche per lo spagnolo Pedro Acosta (Kalex) che a sua volta va a terra a 15 giri dal termine. Completano la top five il tedesco Marcel Schrotter e lo spagnolo Jorge Navarro, entrambi su Kalex. «Voglio essere certo che sia tutto vero – ha detto a fine gara Arbolino –, per quello ho indossato gli occhiali. Sapevo che potevo farcela sin dal primo anno, ci ho lavorato tantissimo e non c’ho dormito la notte. Si tratta di una sensazione incredibile, un sogno. Voglio continuare a essere davanti, ho una squadra forte alle spalle che lavora alla grande».

La domenica perfetta dell’Italmoto non viene purtroppo incorniciata dalle Moto3, dove la spunta Jaume Masià. Il pilota spagnolo portacolori della Ktm ha preceduto le Honda di Denis Foggia (+0'172)e Andrea Migno (+0'194), che alla penultima curva ha comunque tentato di ribaltare la situazione. Si tratta del primo successo stagionale per Masià.


 

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