Sicurezza
L’Italia come la Danimarca del '92? In teoria il ripescaggio al mondiale non è impossibile. Ma la Fifa frena
Qualora si arrivasse all’esclusione dell’Iran, l’Italia potrebbe sperare nel miracolo. Ma dal massimo organo del pallone spiegano che non c'è alcuna idea di ripescare gli azzurri
Facciamo chiarezza. Perché nelle ultime ore i punti di vista e le teorie si sono sovrapposte fino a creare tanta confusione. Analizziamo i fatti e restiamo su quelli, che è l’unico modo per non sbagliare. La nazionale di calcio italiana è fuori dal mondiale del 2022, che si disputerà il prossimo inverno nel ricchissimo e scintillante Qatar. Abbiamo clamorosamente perso lo spareggio con la Macedonia del Nord lo scorso 24 marzo. E il campionato del mondo lo guarderemo da casa. Anche se rimane un’ultima possibilità di partecipare per l’Italia. Difficile, remota, ma non impossibile. Anche se la Fifa, nel pomeriggio di giovedì 31, ha spiegato che non ha in mente di ripescare l'Italia. Sulla carta, però, una piccolissima e risicata possibilità di venire ripescati nella massima competizione mondiale del calcio esiste. Vale la pena crederci? No. Ma possiamo tenere ancora accesa una lucina di speranza. E, magari, sognare di ripercorrere il percorso assurdo della Danimarca ai campionati europei del 1992.
L’ESCLUSIONE DELL’IRAN
Il cuore dei tifosi azzurri si è fermato al gol della Macedonia del Nord. Gelata la passione del Paese per il pallone. Per la seconda volta di fila non ci siamo qualificati al mondiale. Era già successo nel 2017, quando perdemmo lo spareggio contro la Svezia. Ma mercoledì 30 marzo il battito italiano ha dato lievi segnali di risveglio. E lo ha fatto dopo una brutta notizia. Nella partita tra Iran e Libano, giocata martedì 29 e valida per le qualificazioni per i mondiali in Qatar 2022, è stato impedito a tutte le donne presenti l’accesso allo stadio per assistere alla sfida a Maschad. La partita è stata vinta dall’Iran per 2-0. L’Iran è già qualificato ai mondiali, ma visti gli scontri con la Fifa, che già nel 2019 aveva richiesto di rimuovere ogni tipo di restrizione riguardanti le donne allo stadio, potrebbero esserci conseguenze importanti. A riportarlo sul proprio canale Twitter è il membro consiglio di amministrazione della federcalcio iraniana, Mehrdad Seradschi: "Stiamo ascoltando notizie preoccupanti dalla Fifa e dalla Confederazione calcistica asiatica". Un messaggio chiaro, che farebbe intendere un intervento da parte della Fifa. Secondo quanto riportato dai media iraniani, le donne sarebbero state allontanate con l'utilizzo dello spray al peperoncino.
LE PAROLE DELLA FIFA
«La Fifa – si legge nella lettera del massimo organo mondiale del calcio - ha appreso con preoccupazione che le donne non sono state ammesse alla partita di Mashhad e chiede alla Federcalcio iraniana maggiori informazioni su questo argomento. La posizione della FIFA in relazione alla presenza delle donne alle partite di calcio in Iran è chiara: sono stati compiuti progressi storici, come esemplificato dalla pietra miliare dell’ottobre 2019, quando migliaia di donne sono state ammesse allo stadio per la prima volta in 40 anni, e più recentemente quando alcune donne sono state nuovamente ammesse alla partita di qualificazione alla Coppa del Mondo Fifa a Teheran a gennaio. E la Fifa si aspetta che ciò continui, poiché non si può tornare indietro».
Poi, nel pomeriggio di giovedì 31 marzo, ecco le parole Evelina Christillin, membro europeo della Fifa: «Ieri (mercoledì 30 marzo, nda) qui in Qatar abbiamo avuto il consiglio della Fifa e oggi abbiamo fatto il congresso, con tutte le delegazioni collegate compresa quella iraniana: non si è parlato di una loro esclusione dal mondiale, non si è fatto alcun riferimento a quanto avvenuto in Iran e comunque se pure fossero stati esclusi al loro posto sarebbe entrata una squadra asiatica. Insomma, togliamoci dalla mente che l'Italia possa andare al Mondiale - dice ancora Christillin -, è impossibile che la nostra nazionale venga ripescata».
IRAN ESCLUSO? COME FUNZIONEREBBE IL RIPESCAGGIO
Il membro Fifa smentisce le voci sul ripescaggio dell'Italia. Ma il regolamento sulla carta parla chiaro. Di sicuro, la Fifa deve prendere una decisione. In questo momento l’ipotesi più probabile – è giusto dirlo – non è quella dell’esclusione dell’Iran dalla coppa del mondo. Ma non è uno scenario da sottovalutare, soprattutto tenendo conto della grande sensibilità mondiale che negli anni – e menomale, verrebbe da dire – si è sviluppata attorno alla condizione delle donne nei paesi del mondo che negano loro i diritti. Come quello di andare a vedere una partita di calcio. Se l’Iran venisse escluso dal mondiale di calcio, come si decreterebbe la formazione ripescata? La risposta c’è. Ed è molto semplice. Il regolamento dice che il ripescaggio avverrebbe a totale discrezione della Fifa. Il “parlamento” del calcio planetario sceglierebbe in piena autonomia quale squadra far andare in Qatar.
LA FAVOLA DELLA DANIMARCA
C’è un caso che torna alla mente, in questi giorni. Ed è quello della storica e mitica Danimarca. Estate 1992: i danesi vinsero gli europei che non avrebbero nemmeno dovuto giocare. Uomo al comando in panchina era Richard Møller Nielsen. La nazionale danese si classificò seconda nel girone di qualificazione agli europei, dietro alla Jugoslavia, e quindi non staccò il pass per il torneo. A dieci giorni dall'inizio degli europei una risoluzione Onu relativa ai conflitti in corso nei Paesi balcanici escluse proprio la Jugoslavia e ripescò la Danimarca. Møller Nielsen lo sa dieci giorni prima dell'inizio della prima partita. Chiama i suoi, già in vacanza. Nel girone ci sono Inghilterra, i padroni di casa della Svezia e la Francia. Tra i pali c'è Peter Schmeichel. Brian Laudrup titolare. È pari contro gli inglesi alla prima. E alla seconda ko 1-0 con la Svezia. E qui accade il miracolo. A novanta minuti dalla fine dei gironi le speranze sembrano esaurite: la cenerentola che neanche avrebbe dovuto giocare gli Europei esce di scena dopo appena due partite. In realtà c'è ancora speranza, e un difficile incastro di risultati: i danesi devono battere la Francia di Papin e Cantona allenata da Platini. E la Svezia deve battere l'Inghilterra. Succede. Coi due gol decisivi sui due campi segnati entrambi negli ultimi dieci minuti. In semifinale c’è l'Olanda campione in carica. Brian Laudrup incanta giocando una partita eccezionale e servendo due assist. Rijkaard pareggia a quattro minuti dalla fine sul 2-2 mandando il match ai rigori. Danesi perfetti. Ancora di più Peter Schmeichel che para su Marco Van Basten. In finale è Germania-Danimarca. Finisce addirittura 2-0. Il raddoppio porta la firma di Kim Vilfort, altra storia nella storia: prima e dopo le partite tornava in patria per assistere la figlia Line malata di leucemia, e che morì sei settimane dopo la fine degli Europei. La favola della Danimarca è nella storia. Resterà la sola? Chissà.
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