Il dolore
F1, non solo il nuovo motore: i segreti del trionfo Ferrari
Uno dei punti di forza della F1-75 è infatti la power unit rivoluzionata dallo staff di Enrico Gualtieri
Non ci eravamo più abituati a farci incorniciare le domeniche di rosso. Di un rosso vivo, fiammante, capace di colorare in modo indelebile il lungo nastro d’asfalto che in Bahrain ha ospitato la prima tappa del Mondiale di Formula uno.
La Ferrari celebra la sua resurrezione e lo fa nel migliore dei modi, con il suo abito più prestigioso, quello che non indossava dal 2019, dalla gara di Singapore in cui trionfò Sebastian Vettel. I fuochi artificiali sparati nella notte di Sakhir salutano addirittura una doppietta di Maranello, con il trionfo del "principino" di Monaco Charles Leclerc davanti al compagno di squadra Carlos Sainz. Al successo in grande stile targato Ferrari fa automaticamente eco la giornata "no" della Red Bull: il campione in carica Max Verstappen ha battagliato per diversi giri, ruota a ruota, con il ferrarista partito in pole, ma poi ha accusato un problema sul finale di gara e ha dovuto alzare bandiera bianca; ritiro anche per Perez, appiedato da un guasto elettrico.
La domenica perfetta della Ferrari profuma di rinascita soprattutto per il modo in cui è maturata. La Rossa ha dominato e sin dai primi giri ha dimostrato di avere qualcosa in più degli altri. Tocchiamo ovviamente ferro, ma l’idea che possiamo accarezzare è quella di una vettura che in pochi mesi, grazie al duro lavoro in fabbrica di progettisti, tecnici e meccanici, è riuscita a colmare (se non azzerare) gran parte di quel gap di competitività che era emerso fino alla scorsa stagione. Soprattutto sul fronte della potenza e dell’affidabilità del motore. Uno dei punti di forza della F1-75 è infatti la power unit rivoluzionata dallo staff di Enrico Gualtieri, che ha con ogni probabilità recuperato lo svantaggio di circa 25 cavalli patito nel corso del 2021 al cospetto di Mercedes e Red Bull. Il motore è stato al centro del progetto di rilancio messo a punto a Maranello e certe scelte sembra che possano pagare, nonostante i timori della vigilia legati soprattutto all’introduzione nel regolamento della nuova benzina con il 10% di etanolo, che significa per tutti una sensibile perdita di potenza.
Ma non c’è solo il propulsore tra i segreti della nuova Ferrari che vince. La vettura è apparsa ben equilibrata, capace di sfruttare il massimo dalle gomme senza farle usurare troppo, e adeguatamente calibrata rispetto alle altezze da terra, aspetto che per il momento le ha consentito di evitare quel fastidioso saltellamento che nella sostanza può comportare una perdita di preziose frazioni di secondo.
Per il momento, dunque, Red Bull e Mercedes devono inchinarsi. Se da un lato, però, Verstappen ha dimostrato di poter tenere testa alla giornata super della Ferrari, sciorinando tre giri da film con una giostra di sorpassi e controsorpassi vietata ai malati di cuore, le Frecce d’Argento sono rimaste spiazzate. Al di là dei complimenti di facciata di sir Hamilton a fine gara, in casa della W13 la delusione è cocente. La monoposto è apparsa ancora un po’ imballata, in cerca delle necessarie regolazioni. Toto Wolff, per ora, deve arrancare. Godiamoci il momento.
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