La manifestazione
Dea e Juve: scudetto addio
Atalanta avanti con Malinovskyi, Danilo la riacciuffa al 92’. Un pari giusto che però allontana ambedue dalla vetta
Finisce con un pareggio giusto il match clou fra Atalanta e Juventus. Una partita altalenante che ha visto le due squadre prevalere l’una sull’altra a tratti alterni. Un pari che lascia invariata la lotta per il quarto posto ma che allontana ambedue dalla zona scudetto.
Al tridente stellare di Allegri, Gasperini, che continua a contare gli assenti, oppone la soluzione del doppio falso nove con Boga e Muriel supportati da Koopmeiners.
È la Juventus che parte sparata con lucidità e aggressività e dopo quattro minuti può già passare con Vlahovic che spara dalla distanza, Sportiello vola e toglie la palla dal sette. L’Atalanta appare contratta e come un po’ intimorita mentre i bianconeri, appoggiandosi spesso con lanci lunghi sui tre gioielli davanti, con Morata che appare il più scatenato di tutti, arriva più volte a impensierire Sportiello: al 14’ Dybala, dopo una serie di scambi veloci, mette fuori di un soffio dalla sua posizione preferita.
Passata la prima sfuriata juventina, l’Atalanta prende coraggio e comincia a macinare il suo gioco costruendosi almeno un paio di occasioni a cavallo della metà del primo tempo. I bergamaschi accentuano il pressing alto mettendo in difficoltà il centrocampo juventino. Demiral, che sembra aver preso le misure a Vlahovic, annulla quasi sempre la soluzione del lancio lungo sul centravanti ex viola, e sul finale di tempo è l’Atalanta a tenere in mano il gioco mentre si moltiplicano i falli e i cartellini gialli da una parte e dall’altra. Su due ottime occasioni capitate a Boga e arginate anche con un po’ di fortuna da De Ligt si chiude una veloce e vibrante prima frazione.
Nei primi minuti del secondo tempo, dopo una bella conclusione di De Roon che impegna Szczesny, si rivede la Juve aggressiva e pericolosa dell’inizio della partita: Dybala e poi Vlahovic arrivano a un soffio dal gol, sul serbo Sportiello si esalta in una paratona al 56’. L’Atalanta ora vacilla, la pressione della Juve crea disordine fra gli uomini di Gasperini che non riescono a uscire costruendo il loro gioco. E alla mezz’ora il tecnico nerazzurro mette mano ai primi campi: Malinovskyi per Muriel e Maehle per Zappacosta. Cambi che si dimostrano subito efficaci perché l’Atalanta cresce e torna a impensierire la retroguardia bianconera: al 66’ Koopmeiners arriva tardi di un nulla per la deviazione vincente su assist di Boga a Szczesny battuto.
I minuti che seguono sono infuocati e palpitanti. E al 75’ ecco il gol della Dea: calcio di punizione dai venti metri e la bomba di Malinovskyi non lascia scampo a Szczesny. La Juve si butta avanti alla disperata ma è l’Atalanta ad avere l’occasione del raddoppio all’84’: Malinovskyi è una furia, si libera sulla destra e imbecca Hateboer che centra la traversa. La Dea sembra averla in pugno, ma al 92’ è una zuccata di Danilo su calcio d’angolo ad acciuffare il pari per la Juve.
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