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Inter, è l’ora della verità, la stagione in tre partite

Inzaghi strizza l’occhio e dice calma
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Inzaghi strizza l’occhio e dice calma

Domani la Roma, poi Napoli e Liverpool. Esame per Inzaghi dopo i cambi flop. Milan: entusiasmo alle stelle, nel club si torna a credere nello scudetto 

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MILANO. Simone Inzaghi lo ha definito "un risultato bugiardo", ma dietro la sconfitta nel derby c'è anche altro oltre agli episodi che hanno condannato i nerazzurri alla seconda sconfitta in campionato. Una gara che sembrava avviata in una direzione chiara, con l'Inter capace di dominare i primi 45 minuti e di restare in controllo per metà della ripresa, salvo poi cambiare atteggiamento e lasciare campo al gioco e alla rimonta rossonera.

Il primo tempo non ha avuto storia, almeno dal punto di vista delle occasioni e della lettura che l'Inter ha saputo dare, ma la squadra di Inzaghi ha commesso l'errore di non approfittare delle diverse occasioni chiudendo la prima parte di gara avanti di un solo gol, quello segnato da Perisic (per il croato due reti e cinque assist in 12 sfide con il Milan), troppo poco per quanto visto, troppo poco per non avvertire il rischio di aver sprecato tanto tenendo aperta la gara.

Il compito dell'Inter era quello di riprendere da dove aveva terminato, ma a differenza di quanto ci si aspettava, la squadra di Inzaghi nel secondo tempo ha arretrato il proprio baricentro, ha smesso di spingere e di aggredire, lasciando progressivamente il pallino del gioco agli avversari.

L'altro capo di accusa su Inzaghi è quello dei cambi, con le sostituzioni di Lautaro, Perisic e Calhanoglu che hanno impoverito la manovra facendo perdere qualità e giocate, perché chi è subentrato (Sanchez, Dimarco e Vidal) non è stato all'altezza e il Milan ne ha approfittato. Non è la prima volta che capita in stagione e anche questo dovrà essere tema di riflessione, perché spesso quando Inzaghi ha dovuto fare i cambi non ha trovato risposte soddisfacenti e la squadra si è persa. L'Inter ha visto così interrompersi la striscia di 28 risultati utili consecutivi in casa che durava dal 17 ottobre 2020. Il successo del Napoli a Venezia ha ulteriormente complicato le cose, alla vigilia di un tour de force che vedrà l'Inter impegnata martedì a San Siro contro la furibonda Roma dell'ex Mourinho, sabato al Maradona contro un Napoli che sogna il sorpasso e mercoledì 16 febbraio in Champions contro il Liverpool.

In casa Milan Pioli sorride, eviterà per un mese di fumare il sigaro toscano, fioretto promesso alla vigilia, e si gode la sua squadra dallo spirito combattivo guidata da un rapace d'aria come Giroud. Il secondo gol del francese, il movimento, la rapidità di esecuzione, sono la dimostrazione che il numero 9 rossonero fa ancora la differenza come unica punta. Con lui in campo da titolare, in otto partite su otto, il Milan ha sempre vinto. E Pioli può avere la serenità di aspettare i tempi di recupero di Ibrahimovic che difficilmente sarà a disposizione contro la Lazio in Coppa Italia mercoledì. Tomori continua a lavorare per recuperare la condizione dopo l'operazione al ginocchio, sarà convocato mercoledì ma non è certa la sua presenza dal 1'
 

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