Gioco
Mister Sannino, via dalla Libia per paura del Covid e positivo in Italia: «Tornerò in panchina, magari vicino casa...»
Era primo in classifica con l’Al-Ittihad, ma l'idea di contagiarsi lontano dai suoi affetti lo ha convinto a fare marcia indietro
Fino ai primi giorni del 2022 fa Giuseppe Sannino era in Libia a Tripoli, alla guida della squadra più blasonata del paese africano, l’Al-Ittihad. In terra libica guidava la classifica ed aveva partecipato, tra mille peripezie, alla Champions League africana. Una avventura chiusa con le dimissioni dovute al timore di contagiarsi. Ironia della sorte, appena tornato a casa, al Cinquale, è stato colpito dal Covid.
Prima di tutto come sta?
«È stato davvero uno scherzo del destino, quello di aver contratto il Covid, dopo aver effettuato centinaia di tamponi ed essermi vaccinato in Libia. Sto abbastanza bene, finora il fatto di essere positivo non mi ha dato grandi fastidi, aldilà del fatto di non poter uscire di casa».
Lei ha lasciato l’Al-Ittihad proprio per il timore di contrarre il virus.
«Vero, una situazione che avevo già vissuto all’inizio dell’emergenza sanitaria, quando ero alla guida della Honved Budapest, dalla quale mi dimisi proprio a causa del virus, pochi giorni prima della finale della Coppa d’Ungheria. È accaduto lo stesso in Libia, dove sono stato quattro mesi e mezzo sottoponendomi ad una infinità di tamponi. Ad un certo punto, però, considerando il divampare della variante omicron con il mio staff, tra cui c’è il viareggino Massimo Belluomini, abbiamo deciso di tornare in Italia per stare vicini alle rispettive famiglie. Abbiamo trovato bellissime persone, ma la paura di contagiarci lontano dagli affetti ci ha fatto prendere questa decisione, anche perché lì non ci sono tutti quegli accorgimenti che abbiamo in Italia, mascherine in primis. Dispiace perché stavamo ottenendo grandi risultati, con il primo posto in classifica».
Che paese è la Libia, non solo sotto l’aspetto calcistico?
« Un paese che viene da una guerra, nel quale tutti hanno voglia di riscatto e di riprendersi il tempo perduto, nel quale la vita scorre nella solita routine. Dal punto di vista sportivo, il calcio è stato l’elemento aggregante anche durante il conflitto, me ne sono accorto dopo la vittoria nel derby cittadino. Purtroppo, si gioca a porte chiuse, ma nonostante questo c’è grande entusiasmo e attaccamento alla maglia. Il punto dolente è nei campi, alcuni davvero inguardabili, mentre il lato positivo consiste nel fatto che quasi tutte le società hanno il loro centro di allenamento».
Adesso Sannino cosa farà?
«Questi anni all’estero mi hanno fatto conoscere tantissima gente che ha apprezzato il mio lavoro. Appena finita la quarantena, inizierò a guardarmi intorno, per tornare quanto prima su un campo di calcio. Mi piacerebbe lavorare in Italia, ma sono aperto a tutto. Di certo queste esperienze in giro per il mondo mi hanno fatto capire l’importanza di poter essere vicini, dal punto logistico, a casa».
Approfittiamo della sua competenza, per dare uno sguardo alla nostra massima serie.
«L’Inter sta facendo un grande campionato, grazie anche a Simone Inzaghi, bravissimo a seguire il percorso di Conte. Bene, aldilà delle ultime incertezze, pure il Milan, ottimamente diretto da Pioli, che però, secondo me, è troppo legato a Ibrahimovic, il Napoli, nonostante i punti persi contro squadre non trascendentali, e l’Atalanta che continua a vincere in barba alle pesanti cessioni».
La Juve?
«Parto dal tecnico, penso che Allegri sia il massimo per i bianconeri, al di là dei vuoti discorsi sul fatto di giocare bene o meno. Nel calcio conta vincere, alla fine sono i risultati che fanno la differenza, ed Allegri è perfetto in questo. Un allenatore non deve essere alla moda, deve essere efficace, ed Allegri lo è. Con Vlahovic, secondo me il giocatore fin qui più importante del nostro campionato, la Juventus può scalare qualche posizione e raggiungerà, minimo, la zona Champions».
Sorprese e delusioni?
«La Fiorentina sta facendo un grande campionato, grazie anche agli insegnamenti di Italiano; i viola sono la grande sorpresa del torneo, subito dietro metto Verona e Torino, senza dimenticare lo Spezia. Per le delusioni dico le due genovesi, mi aspettavo molto di più da entrambe».
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