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Rafa Nadal trionfa e irrompe nella leggenda, una rimonta memorabile contro Medvedev

Vezio Trifoni
Lo spagnolo Rafa Nadal abbraccia la Coppa dell’Australian Open dopo una finale-maratona dove ha fatto vedere il miglior tennis
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Lo spagnolo Rafa Nadal abbraccia la Coppa dell’Australian Open dopo una finale-maratona dove ha fatto vedere il miglior tennis

Sotto 2-0 si risveglia e tramortisce il fortissimo russo, risultato che gli permette di conquistare per primo il 21° Slam

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Il guerriero Rafa Nadal fa 21 e soprattutto entra nella leggenda. Cinque ore e 24 minuti per battere Daniil Medvedev 2-6 6-7 6-4 6-4 7-5 e conquistare l’Australian Open. Dopo la prima, Nadal ha trionfato anche nella seconda finale Slam più lunga di sempre. Senza Novak Djokovic, Rafa arriva prima del serbo ai 21 Slam in carriera. Ventuno è il numero con cui si sbanca il tavolo a blackjack. Ventuno, intesi come Slam, è il numero che vale la storia. Nadal stacca Federer e Djokovic, raggiunge l’obiettivo che proprio Medvedev aveva sottratto a Nole insieme al sogno del Grande Slam nell’ultima finale dello Us Open. È un momento storico che perfino Rod Laver, l’unico ad aver completato due volte il Grande Slam, immortala come un fan, scattando una foto con il cellulare. Rafa risale dopo aver perso i primi due set, come in un major non gli capitava dal 2007. Non mancano i segni del guerriero, del reduce che espone le ferite e contempla con fierezza il suo essere tornato vincitore a 35 anni. Nei primi due set, Medvedev in risposta è una roccia. Ne mette in campo più del 90% da destra e di rovescio da sinistra, e da ovunque ha una resa altissima. Il risultato palese: in media, nei sei match prima della finale, gli scambi nelle partite di Nadal sono durati 3-4 colpi. Nei primi due set della finale, invece, 7. Sul 6-2 7-6 Medvedev alza al cielo le braccia in segno di sfida ma non comprende che di fronte ha Rafa. Il russo cala al servizio, smette quasi di spingere anche di diritto accontentandosi di palleggiare in top-spin. Di fatto, gioca alle condizioni di Nadal che, sentitamente, ringrazia insieme ai tifosi sulla Rod Laver. Il russo si ingarbuglia in una partita della quale non ha più il controllo. Tira più corto, accorcia gli scambi azzardando palle corte con scarsi risultati, forza e sbaglia. Bolle di rabbia e frustrazione ma non riesce a esplodere anche per i crampi alle gambe.

Cerca un obiettivo, e quello più facile sono i tifosi che urlano e disturbano tra la prima e la seconda di servizio. Allora, come nel finale di secondo set contro Tsitsipas, se la prende con l’arbitro a cui riserva una comunque acuta lezione di sociologia. «Con gli idioti – dice – i “per favore” non bastano». Ma dall’altra parte c’è un bandolero che per quanto stanco si piega ma non si spezza. Anzi, mantiene dritta la barra della lucidità e della gestione del tempo, dello spazio, delle risorse.

Una macchina da tennis che ha toccato la mente di Medvedev e l’ha mandata in tilt. Si va al quinto, per la 37esima volta nella carriera di Nadal, l’undicesima per Medvedev che di vittorie in questi match ne ha ottenute tre. E come in un romanzo, ad ogni filo afferrato corrisponde l’inizio di una nuova trama. Il quinto si decide tutto nel lunghissimo sesto game. La Rod Laver Arena è una Plaza de Toros, Medvedev però è nella parte che meno piace, quella del toro. Nadal cancella tre chances di controbreak con tre prime esterne, il russo sbaglia sempre la risposta, scivola sotto 4-2, spreca con due scelte discutibili l’ultima chance di risalire dentro una finale piena d’orgoglio e di rimpianti. Medvedev prova e prova di più, fallisce e fallisce meglio. È il primo a perdere una finale Slam da due set sopra dopo un altro Medvedev, Andrei, sconfitto al Roland Garros 1999 da Andre Agassi che completava il Career Grand Slam. A 35 anni il Re è Nadal ed è Federer il primo a congratularsi: «Al mio amico e grande rivale Rafa Nadal, congratulazioni di cuore per essere diventato il primo uomo a vincere 21 titoli del Grande Slam in singolare – e lo svizzero continua –. Mai sottovalutare un grande campione. Il tuo spirito combattivo sono stati una ispirazione per me e per tanti in tutto il mondo. Sono orgoglioso di aver condiviso con te questa era e sono onorato di aver giocato un ruolo nello spingerti a dare sempre il massimo. Come tu hai fatto con me negli ultimi 18 anni. Sono sicuro che avrai ancora dei risultati da raggiungere, ma per ora goditi questo». Arriva il commento, più freddo, anche di Nole Djokovic: «Abbiamo visto un tennis eccezionale – il messaggio del numero 1 -. Congratulazioni a Barty, complimenti a Nadal per il suo 21° Slam, un risultato straordinario».

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