Gioco
Capolavoro Berrettini, il ragazzo di Roma è entrato nella storia. Ora vuole la leggenda
Batte Pablo Carreno Busta e si aggiudica i quarti di finale Primo italiano ad arrivare così lontano nei quattro major
Berrettini di record in record. Gli mancava il quarto di finale nell’”Happy Slam” e sul palcoscenico prestigioso della Rod Laver Arena il romano ha colmato la lacuna, conquistando un posto tra i migliori otto agli Australian Open. È il primo italiano di sempre ad arrivare nei quarti in tutti e quattro i major. E ora sente profumo di best ranking: virtualmente al momento è numero 6 dopo aver scavalcato Rublev.
L’italtennis pensa a una storica doppietta nei quarti nell’attesa di conoscere il risultato degli ottavi di Jannik Sinner, opposto al beniamino di casa, Alex De Minaur.
Berrettini, numero 7 del ranking e del seeding, ha staccato il pass battendo 7-5 7-6 6-4, dopo due ore e ventidue minuti di lotta, lo spagnolo Pablo Carreno Busta, numero 21 Atp e 19esima testa di serie. Il 25enne romano da parte sua diventa il terzo italiano con più quarti negli slam – 5 – preceduto solo da Pietrangeli (10) e Panatta (6).
Primo parziale scandito dai turni di battuta, con Carreno costretto a recuperare da 0-30 nel settimo gioco. Nell’undicesimo, però, la dea bendata decide di dare una mano a Berrettini sotto forma di due nastri molto tricolori che permettono all’azzurro di strappare il servizio al rivale addirittura a zero (6-5). E nel dodicesimo game, con l’aiuto di quattro ace, compreso quello per annullare la palla per il contro-break allo spagnolo – che se l’era procurata con un velenoso passante di rovescio stretto –, incamera il primo set (7-5). Sulle ali dell’entusiasmo Matteo si procura tre palle-break consecutive anche in avvio di secondo parziale. Ma Carreno è bravo a tirarsi fuori dalla buca.
I turni di battuta sono determinanti e l’unico a rischiare qualcosa è sempre lo spagnolo, nel nono gioco, quando l’azzurro manca il break sotterrando in rete il diritto incrociato. Nel dodicesimo game Berrettini, sotto 0-30, infila quattro punti consecutivi. Decide tutto il tie-break. Equilibrio fino al 2-2, poi lo spagnolo accusa un po’ di tensione e Matteo, sempre sostenuto dal servizio, vola sul 6-2, chiudendo poi per 7-4. Nella terza frazione Pablo mostra qualche piccolo segno di sconforto, iniziando a far fatica anche nei propri turni di battuta – come nel quarto gioco, durato 14 punti pur senza palle-break–: Matteo invece continua a servire come un treno.
Nel sesto game lo spagnolo annulla una palla-break, ma nel decimo spedisce fuori il diritto e Berrettini chiude 6-4, centrando il suo primo quarto a Melbourne.
“Mai domi” la scritta sull’obiettivo della telecamera da parte del tennista orgoglio italiano. «Ci tenevo tanto ad avere ancora un’occasione di andare avanti qui dopo quello che era successo lo scorso anno – ha detto a caldo l’azzurro, applaudito nel suo box anche dalla fidanzata, la tennista australiana Alja Tomljanovic -. Sono stato preciso con il servizio, sentivo che la percentuale era buona ma non credevo così alta. Servire bene mi ha fatto arrivare più fresco nei turni di risposta. Sono contento, perché dopo i cinque set con Alcaraz ho recuperato bene. A causa dell’infortunio a Torino la pre-season è stata breve ma intensa: la mia squadra è stata brava a portarmi fino a qui». Prossimo ostacolo, il francese Monfils.
«A New York fu un match durissimo, pieno di emozioni per entrambi – ricorda Berrettini – ci conosciamo bene: sarà sicuramente una battaglia». Il francese Gael Monfils, numero 20 del ranking e 17 del seeding, 35 anni, ha iniziato la stagione in grande spolvero con il successo ad Adelaide. Berrettini, comunque, ha un’ottima chance per arrivare in semifinale.
NEL DOPPIO
Nei quarti con brivido anche il duo azzurro Simone Bolelli-Fabio Fognini, che negli ottavi ha eliminato per 3-6 7-6 6-3, dopo oltre due ore e mezza di match, il britannico Jamie Murray e il brasiliano Bruno Soares (8) dopo aver annullato un match-point sul 6-5 del tie-break del secondo set. Il tennis italiano continua a tifare e incrocia le dita. La stella si chiama Matteo Berrettini. Il sogno è quello di vederlo tra i migliori quattro atleti della competizione. Un risultato che sarebbe stratosferico. E poi chissà, l’appetito vien mangiando. E Berrettini ha una grande fame di successi.
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