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Sofia Goggia trionfa anche a Cortina: "È la mia vittoria più bella"

Sofia Goggia trionfa anche a Cortina: "È la mia vittoria più bella"

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Anche quando sbaglia e non è perfetta, Sofia Goggia resta la regina incontrastata della velocità. La campionessa olimpica di PyeongChang infila la sesta perla stagionale alla sua collana domando l'Olympia delle Tofane, discesa accorciata con la partenza al Duca d'Aosta a causa del forte vento. Da quel trionfo sulle nevi di Cortina d'Ampezzo del 2018 sono passati quattro anni, un quadriennio in cui la sciatrice bergamasca si è consacrata come l'atleta da battere nella disciplina. L'azzurra ha portato a casa la quarta vittoria su cinque discese, la diciassettesima in Coppa del Mondo, successo che le consente di staccare la leggenda Deborah Compagnoni e di inseguire, a quota diciotto, Federica Brignone. Sul podio insieme a lei ci sono Ramona Siebenhofer, rivale temibile alla vigilia con il doppio successo del 2019, a 20 centesimi, e la ceca Ester Ledcka, al primo acuto stagionale, terza a 26 centesimi di distacco.

Goggia ha ripreso il cammino interrotto una settimana fa ad Altenmarkt, dove era caduta rovinosamente. Un percorso vincente che l'ha vista trionfare in una gara al cardiopalma, dove ha commesso un paio di sbavature evidenti che comunque non le hanno fatto smarrire certezze e, soprattutto, velocità.

"Oggi mi godrò questa vittoria, perché penso sia una delle vittorie più belle della mia carriera, ma mi concentrerò perché la prossima gara è sempre la più importante e domani c'è il superg - ha raccontato l'azzurra, sempre più leader della classifica di specialità (400 punti contro i 284 di Siebenhofer) e più vicina a Mikaela Shiffrin nella generale (anche se l'americana resta sempre saldamente in vetta con 966 punti, margine di quasi 200 punti rispetto ai 769 della bergamasca) -  Ci ho creduto tantissimo, volevo tagliare il traguardo volevo fare un tuffo con tutti i fan che son venuti a supportarci. Quando mi sono resa conto che ero prima il cuore mi è esploso! Quattro anni fa ero ancora agli albori, oggi ho sentito tutto l'affetto dei tifosi. Sono contentissima". Umore diametralmente opposto invece per Federica Brignone, che ha chiuso 18/a a causa di un errore sul Rumerlo quando era a soli 11 centesimi dalla vincitrice ("ho buttato via la gara") mentre Nicol Delago ed Elena Curtoni si sono piazzate 14/e ex aequo.

Nel circuito maschile l'Italia ha sognato in grande per una manche nello slalom di Kitzbuehel. Soprattutto per merito di Alex Vinatzer, che aveva chiuso al comando la prima run. Il gardenese però ha commesso un errore alla terza porta compromettendo così la gara. Ha inforcato nel finale invece Giuliano Razzoli, brillante sino all'ultimo dosso che gli è purtroppo costato un buon piazzamento finale. Il successo, in una gara pazza che ha visto ben 11 atleti su 30 non completare la prova, è andato così al britannico Dave Ryding, che ha regalato al Regno Unito il primo storico successo nello sci precedendo il duo norvegese composto da Lucas Braathen ed Henrik Kristoffersen. Alla spedizione azzurra resta così il sesto posto di Tommaso Sala (miglior risultato in carriera) e il nono di Simon Maurberger. Comunque poco per quelle che erano le premesse dopo la prima manche.

 

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