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Le nuove regole 

Protocollo Covid: con 9 positivi non si va in campo

Protocollo Covid: con 9 positivi non si va in campo

Definita la rosa della squadra in 25 giocatori. Gravina: «Un buon risultato con la mediazione di Figc, Governo e Regioni»

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ROMA. È di 25 giocatori l’indicazione della rosa delle squadre di calcio, sulla quale calcolare la percentuale di giocatori positivi per il nuovo protocollo Covid: lo ha stabilito la Figc. Di conseguenza, è di nove giocatori positivi il limite che fa scattare lo stop a tutta la squadra. Il nuovo protocollo anti-Covid, approvato dal Cts e ufficializzato ieri dalla circolare del Ministero della Salute, prevede infatti che con un numero di atleti positivi fino al 35%, o contagiati siano messi in isolamento e i contatti stretti vengano sottoposti a tamponi antigenici per cinque giorni, con uno a 4 ore dalla gara; superata invece la soglia del 35% di atleti positivi, tutto il gruppo squadra è bloccato.

A dover definire il “gruppo atleti” è la federazione, e la Figc ha deliberato di far riferimento ai suoi precedenti regolamenti: per le squadre di serie A, B e C, il “gruppo atleti”, è di 25 giocatori. La soglia del 35% si supera dunque alla nona positività. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, intervistato da La Nuova Sardegna, dice: «Il nuovo protocollo Covid? È un ottimo risultato, frutto di un lavoro svolto dalla Figc con il Governo, in raccordo con le Regioni. È un protocollo che riconosce la responsabilità dello sport, del calcio in particolare, e compenetra la tutela della salute con le esigenze di chiarezza interpretativa del nostro mondo nel rapporto con le Asl».

Gravina si sofferma anche sulle commissioni ai procuratori: «Gli agenti sono una parte importante del sistema e non vanno di sicuro demonizzati, al contrario bisogna parlarci per trovare una soluzione di garanzia per tutti. Aspettiamo le nuove indicazioni della Fifa per poi adeguare anche il nostro regolamento. Una cosa è certa: bisogna regolare commissioni e intermediazioni per impedire che ci sia una così grande emorragia di risorse dal mondo del calcio». E conclude: «Il 2022 sarà l’anno delle riforme per dare sostenibilità e stabilità al sistema. Ma è molto più importante superare finalmente questa dannata pandemia».

«L’aggiornamento del protocollo federale – dice invece il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli – prevede il rinvio delle gare in caso di positività del 35% dei componenti della rosa di ciascun club. La Lega Pro, a seguito della nuova ondata epidemica, aveva bloccato il suo campionato gestendo questa situazione con fermezza, ma anche con la ragionevolezza che l’evoluzione della pandemia rendeva necessaria». La Lega Pro ha elaborato una nuova programmazione dei calendari, tenendo conto di criteri riguardanti date di Coppa Italia, turni infrasettimanali e impegni delle nazionali. Tutti i club torneranno regolarmente in campo il 22 e 23 gennaio con la quarta giornata del girone di ritorno»

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