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CALCIO: LA STORIA

La favola delle Isole Comore in Coppa d'Africa: una donna al comando, la vittoria col Ghana e un nome da pesce

Tommaso Silvi
I calciatori delle Isole Comore festeggiano dopo la vittoria contro il Ghana in Coppa d'Africa (Foto Eurosport TV)
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I calciatori delle Isole Comore festeggiano dopo la vittoria contro il Ghana in Coppa d'Africa (Foto Eurosport TV)

All'esordio assoluto nella competizione, la “Coelacanthe” ha fatto sgranare gli occhi al mondo

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CAMERUN. Tutta la nazione fa meno abitanti di Milano. Su quella lingua di terra tra l'isola di Madagascar e l'Africa abitano poco più di 800mila persone. Quasi la metà rispetto alla bela Milan. Sole, un mare cristallino, il cocco che si scioglie in bocca. E ora anche una nazionale di calcio "vera". Guai a chiamarla Cenerentola. La formazione delle Isole Comore fa sul serio. I dubbi si sono dissolti martedì 18 gennaio, quando la “Coelacanthe” - la squadra prende il nome dalla specie di pesce che abbonda nel mare che circonda l'isola -, ha vinto la sua prima partita in Coppa d'Africa. All'esordio assoluto nella competizione. Una favola calcistica. Ma c'è di più. Perché il 3-2 al Ghana è valso gli ottavi di finale. I ragazzi allenati da Amir Abdou, tecnico comorense con discreti trascorsi da calciatore nelle serie minori francesi sono già nella leggenda.

UNA VITTORIA NELLA STORIA

La Coppa d'Africa 2022 delle Isole Comore era iniziata nell'ombra. Con tanta dignità, ma con zero punti guadagnati. Sconfitta di misura (1-0) col Gabon nella prima giornata del gruppo C. Poi il ko a testa altissima col Marocco dell'ex Inter Hakimi (2-0). Quindi, l'acuto che non ti aspetti. Il volo del bruco che all'improvviso diventa farfalla. Intanto è bene sottolineare che, con la vittoria di martedì 18 gennaio, le Comore hanno eliminato il Ghana dalla Coppa d'Africa. I ghanesi non uscivano ai gironi da 16 anni. Le isole sono passate in vantaggio con El Fardou, poi il clamoroso rosso ad Ayew ha sbarrato la strada al Ghana. E così Mogni ha segnato il gol dello 0-2. Tutte le storie belle, però, vivono un momento di paura. Ed è quello che è accaduto alle Comore quando Boakye e Dijku hanno rimontato fino al momentaneo 2-2. Un punto con una delle formazioni storicamente più forti del continente nero poteva già essere una gioia per la banda di mister Abdou. E invece il destino del pallone ha voluto dare una spruzzata di magia. Accade spesso nello sport più seguito al mondo. In cui niente è come sembra. In cui tutto può cambiare in un secondo. A cinque minuti dalla fine della partita le Isole Comore vanno ancora in vantaggio: segna Mogni. Delirio verde. I membri della panchina in campo. Qualcuno addirittura ha gli occhi lucidi.

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"QUASI" DILETTANTI

Kanizat Ibrahim è la carica numero uno del calcio nelle Comore. Una donna con carattere e idee. Che ha visto e intrapreso l'unica via per rinforzare la piccola nazionale isolana. Aprendo alla doppia nazionalità. Così, oggi, la squadra è composta da tanti ragazzi con influenze francesi che giocano nei campionati minori europei. Ahmed Mogni, il match winner della sfida col Ghana, gioca nell'Annecy, terza divisione francese. Il giocatore con maggior prestigio della rappresentativa è Ben El Fardou, che milita nella Stella Rossa Belgrado. Massimo torneo della Serbia. Il terzino sinistro, Said Bakari, è in forza al Waalwijk, la Serie A olandese. Faiz Selemani, centrocampista, veste la maglia del Kortrijk, massima serie del Belgio. Non una squadra di dilettanti, ma neppure di calciatori affermati. Sono le piccole Comore. Che hanno già toccato il cielo con un dito. Ma non vogliono fermarsi qui. E puntano al Paradiso. Mare, cocco, spiagge. E ora anche calcio. Sorpresa sì, ma non Cenerentola.

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di Redazione web