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Bertolucci: «Brutta storia che fa solo male allo sport Tutti hanno le loro colpe»

Vezio Trifoni
Bertolucci: «Brutta storia che fa solo male allo sport Tutti hanno le loro colpe»

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Vezio Trifoni

La notizia della revoca del visto di Novak Djokovic è arrivata ieri in Italia e nel tardo pomeriggio australiano, con la prorompente forza di un gesto che aggiunge un capitolo, forse definitivo, ad una vicenda che ha colpito il mondo del tennis con un gancio al volto ben assestato; per intenderci, nulla di imprevedibile, ma che comunque fa male, nonostante la guardia alta a difesa del viso. «È stato un boomerang per il tennis in generale – spiega Paolo Bertolucci, vincitore della Davis nel 1976 ed ora commentatore Sky – ci sono stati tanti errori da quello di Djokovic, allo stato australiano che gli ha dato la possibilità di arrivare in Australia, al direttore degli Australian Open che è quello forse più colpevole e del tennis in generale che da questa vicenda ne uscirà in maniera negativa». Djokovic ha spinto troppo? «Senz’altro il serbo ha voluto dare forza al fatto di essere il numero uno al mondo – continua Bertolucci – ma bisognava non dargli nessuna chance di poterci provare e invece prima l’esenzione e poi l’attesa in un hotel di rifugiati per decidere cosa fare. Mi sono imbattuto in affermazioni davvero incredibili da chi non conosce il mondo del tennis e soprattutto ha dato voce al mondo dei no vax ed ha amplificato tutto quello che non è scientifico o che non c’entra assolutamente niente con questa problematica».

E ora? «Vediamo cosa succederà ancora – conclude Bertolucci – si giocherà l’Australian Open senza Djokovic e il tennis va avanti anche se lo voglio ribadire che è stato davvero gestito male da tutti. Djokovic è caduto dal suo piedistallo ma anche tanti altri devono ritenersi colpevoli». Bertolucci aggiunge: «Considerando il piano giuridico e quello strettamente legato al piano esecutivo della decisione del ministro dell’immigrazione Alex Hawke, Djokovic può accettare la decisione e lasciare subito l’Australia o impugnare la decisione chiedendo un riesame giurisdizionale della decisione del ministro puntando ad una decisione in questo caso molto rapida che gli permetta di scendere in campo per il primo turno». Se il serbo non potrà giocare sarebbe la testa di serie numero 5, Andrey Rublev, ad occupare il posto del numero uno ed il resto non è altro che il più classico degli effetti domino: il n. 17 Monfils prenderebbe il posto della quinta testa di serie e permetterebbe a Alexander Bublik di presentarsi al via come ultima testa di serie. Questa variazione potrebbe essere a vantaggio di Matteo Berrettini perché qualora riuscisse a superare l’ostacolo Alcaraz al terzo turno, il capitolino si troverebbe a sfidare Rublev invece di Nole ai quarti. Ma come detto, l’effetto domino dell’estromissione del nove volte vincitore al Melbourne Park ha effetti anche nella parte bassa del tabellone per inostri portacolori. Gianluca Mager in virtù del riposizionamento di Rublev, al primo turno incontrerebbe Gael Monfils, fresco vincitore del 250 di Adelaide 1 ma ritiratosi per un problema al collo durante Adelaide 2. L’attesa è quasi finita.

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