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Nole, campione che sbaglia, così il numero uno diventa come il Marchese del Grillo

Michele Gambino
Nole, campione che sbaglia, così il numero uno diventa come il Marchese del Grillo

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Triste dirlo, ma all’elenco dei potenti che approfittano del loro status per violare le norme valide per tutti va aggiunto Djokovic.

Ammesso agli Australian Open in violazione di ben due divieti: quello che impone ai viaggiatori la vaccinazione per entrare in Australia e quello che impone ai tennisti la vaccinazione per giocare gli Open.

Sui social esultano i no vax, che eleggono Djokovic a vessillo di libertà contro la dittatura sanitaria. Pensano che questa sia una loro vittoria, ma si sbagliano di grosso. Nole elude i divieti non in base a un principio di libertà (vera o presunta che sia) ma in base a ciò che sempre è nemico della libertà, vale a dire l’abuso di potere.

C’è persino da aspettarsi che da domani le restrizioni per l’ingresso in Australia saranno, per i comuni mortali, più rigide di prima: è tipico del potere far pagare ai deboli le concessioni strappate dai forti. Vi ricordate Otello Celletti, il vigile di Sordi, che dopo aver chiuso gli occhi di fronte alle infrazioni della bella attrice si rivale sui comuni mortali? Ma questo riguarda gli australiani: da ora in poi li bolleremo come furbetti e li lasceremo a chiedersi se valeva la pena perdere la faccia davanti al pianeta per un torneo di tennis.

Per Nole vale la sentenza di Honoré de Balzac: la forza crea l’abuso. Senza la forza del fuoriclasse serbo, a Melbourne sarebbe stato un torneo minore. E dunque, benvenuto Djokovic alla faccia delle regole. Sui social però, più che Balzac, circola il marchese del grillo (rieccolo, Alberto Sordi): io sono io e voi non siete un c....

Qualcuno tra quelli giustamente indignati ha parlato di furbata, ma non credo che il termine colga il punto. Furbata sarebbe se Nole avesse porto al vaccinatore un braccio di plastica, o se avesse pagato il medico curante per farselo fare falso, come certi furbetti di casa nostra.

Nulla di tutto questo per Diokovic, come certifica il sorriso da impunito nella foto che il tennista più forte del mondo posta per celebrare la notizia della sua ammissione al torneo. A lui è bastato essere Nole, che poi è lo stesso che nel 2020 causò un focolaio di Covid capace d’infettare decine di persone, e poi diede la colpa all’universo mondo.

E insomma, è andata così, e diciamolo pure: va così da che mondo è mondo. Consoliamoci pensando che una cosa così Federer non l’avrebbe mai fatta. Puoi anche essere numero uno nel tennis, ma che conta, se non sei numero uno nella vita?

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