Attenzione
Pasticcio Covid e rinvii, la Lega: "Con 13 disponibili si gioca"
Il governo sta lavorando ad una intesa tra le Regioni e la Lega di Serie A per "stabilire una regolamentazione uniforme e con criteri precisi" per "garantire la regolarità del campionato e la sicurezza di giocatori e appassionati".
Il governo sta lavorando ad una intesa tra le Regioni e la Lega di Serie A per "stabilire una regolamentazione uniforme e con criteri precisi" per "garantire la regolarità del campionato e la sicurezza di giocatori e appassionati". Lo dice il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini annunciando che mercoledì ci sarà una riunione della Conferenza Stato-Regioni per trovare l'intesa con la Lega, alla quale parteciperanno anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il sottosegretario con delega allo Sport Valentina Vezzali.
Un intervento che cerca di fare un po' di chiarezza dopo l'ennesimo caos serie A con partite rinviate ed altre no ed il conflitto tra le autorità sanitarie (Asl e Regioni) e la Lega di serie A. Intanto ieri, 6 gennaio, dalla Lega filtravano alcune novità importanti. Il consiglio ha infatti deliberato le nuove regole relative all'impatto del Covid-19 sul campionato. In sostanza si stabilisce che da subito i club con uno o più calciatori positivi devono comunque disputare la gara prevista in calendario nel caso abbiano a disposizione 13 giocatori (di cui almeno un portiere) nelle rose della prima squadra e della Primavera nati entro il 31 dicembre 2003 negativi ai test entro le 24 del giorno precedente. Qualora il club non disponga del numero minimo di calciatori la Lega delibererà di conseguenza - prosegue la nota, sottolineando che se il club - in grado di disporre del suddetto numero minimo di calciatori non si presenti in campo, subirà lo 0-3 a tavolino". C'erano state polemiche per questo pasticcio dell'Epifania.
L'ad dell'Inter Beppe Marotta: «C'è una grande confusione, stiamo assistendo a situazioni anomale. Abbiamo rinvii di partite e prese di posizione delle Asl, che decidono autonomamente, dipendendo dalle regioni e non dal ministero fanno delle scelte, e così assistiamo a cose strane. Per esempio, il Verona va a giocare a La Spezia con 11 positivi, mentre altre squadre sono state fermate con un numero magari inferiore di positivi. Non c'è una linea guida, vogliamo stilare un nuovo protocollo per avere un confronto col governo». "Spero che diventi obbligatoria anche la terza dose di vaccino per limitare i danni ed evitare questi provvedimenti - ha proseguito Marotta . Perplesso anche l'allenatore della Lazio Maurizio Sarri: «Situazione Covid? Serve chiarezza. Ma non mi riferisco solo al calcio. È pericolosa? Allora è lockdown. Non è pericolosa? Allora si va avanti. Così è dura. Siamo nelle mani di 20 regioni».«Bisogna salvaguardare il campionato, ma anche il merito sportivo. Non ha senso far giocare i Primavera: le nostre sono misure prese in fretta e furia». Così Urbano Cairo, presidente del Torino, a chiudere un'altra giornata di tensione.
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