Gioco
Vlahovic: «Porto i viola in Europa poi vedremo il mio destino»
FIRENZE. «Se è possibile trovare un compromesso con il presidente Commisso? Mai dire mai, anche se adesso sono concentrato su nuove vittorie». Qualcuno le considera solo parole di circostanza ma non manca chi vede in queste dichiarazioni rilasciate da Dusan Vlahovic in Serbia a Politika.rs un possibile spiraglio nella questione contrattuale che tiene banco da tempo a Firenze. La certezza al momento è che il capocannoniere del campionato non lascerà adesso Firenze: «Stiamo facendo una bella storia di calcio, con una buona squadra, grandi calciatori e un grande sostegno da parte dei tifosi. Tutto questo merita rispetto. Solo Dio sa cosa accadrà nel prossimo periodo, il mio desiderio è portare la Fiorentina in Europa dove manchiamo da molto tempo». Eccolo il desiderio per il 2022 appena iniziato, il centravanti serbo ambito dalle maggiori società d'Italia e internazionali, vuol trascinare la Fiorentina nelle coppe e sogna che «resti costantemente ai vertici del calcio italiano». Poi sarà quel che sarà. «Commisso è prima di tutto un uomo serio e un grande presidente che sa quello che vuole in ogni momento. È molto ambizioso. Ovviamente non ho niente contro di lui, fa tutto parte del lavoro. Come convivo con la pressione di essere un giocatore molto ambito? Discuto di tutto con i miei genitori che insieme a mia sorella vengono prima di tutto, e con i miei agenti, sono consapevole di aver fatto un passo importante nella mia carriera, la Fiorentina è una grande squadra in Italia, lo scorso anno ho pensato che in questa stagione avrei dovuto ripetermi per aiutarla ad andare in Europa»
La sua forza è migliorarsi sempre e non mollare mai: «Il successo nel calcio dipende sempre dalla testa, non sono mai davvero soddisfatto, posso sembrare arrogante in campo ma io lotto sempre per me e la mia squadra. Intanto aver raggiunto il record di Ronaldo, 33 gol in A nello stesso anno, significa molto». Poi i ringraziamenti, a Ribéry («Mi ha spinto ad allenarmi quando facevo fatica, abbiamo parlato per ore») e a Prandelli che nell'autunno 2020 lo promosse titolare: «In lui sono raccolte tutte le migliori virtù umane. Ci sentiamo spesso. Non ci sono parole che possano descrivere la mia gratitudine verso questo uomo meraviglioso. Dopo un periodo a secco presi a fare gol, al Sassuolo, alla Juve e via via. È così che è cominciato tutto». Infine i grandi propositi: «Voglio diventare il numero uno al mondo, giocare un giorno in Champions e vincere la Scarpa d'oro».
Intanto ieri è stato ufficializzato Ikonè che avrà la maglia numero 11 e sarà presentato oggi in diretta streaming.
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