Sicurezza
Il pallone segna rosso, in Europa 500 giocatori sono a scadenza di contratto
Insigne a parte, non è più tempo di follie
La crisi d’astinenza da calcio giocato sta diventando insopportabile e colmare il vuoto con l’ennesimo panettone per il colesterolo non è una buona idea.
La serie A non doveva giocare anche a Natale? Tornerà alla Befana, ma lasciamo perdere e consoliamoci con la Premier dove in questi giorni tiene banco la vicenda Lukaku pentito di essere andato al Chelsea. Ricordate quando Ibra disse in faccia a Lukaku “sei un asinello”? Forse ora s’è capito che non era per trovargli un ruolo nel presepe vivente. Asinello o no, l’intervista natalizia di Lukaku butta l’ennesimo fascio di luce sull’egoismo dei calciatori, la loro avidità infinita, la mancanza di valori e (nel caso) anche ingenuità. Intanto al Chelsea non hanno convocato Big Rom per la sfida con il Liverpool (così impara) e non è detto che non vada fuori rosa. Ma, oltre al Chelsea, che ha pagato il giocatore 115 milioni appena cinque mesi fa, le rivelazioni più gravi sono quelle sull’addio all’Inter. Lukaku se n’è andato perché i nerazzurri in difficoltà economica non gli hanno rinnovato il contratto con ovvio aumento. Ora finalmente si scopre chi ha fatto la prima mossa per il divorzio. È pentito? La risposta gliela hanno già data i tifosi nerazzurri: arrivederci a forse mai. Attenzione però, questo è il comportamento tipico del giocatore medio e i presidenti continuano ad accettare giochi più o meno sporchi. Fino a quando durerà? Mi verrebbe da dire per sempre, ma forse questo 2022 aiuterà le cose a cambiare.
In scadenza di contratto ci sono circa 500 giocatori in tutta Europa, segno che con i bilanci in profondo rosso non è più il tempo delle richieste folli e delle firme facili, qualcuno evidentemente sta riflettendo. Sono tante le storie che aspettano una fine non sempre lieta. Insigne che lascia Napoli a trent’anni è l’ennesimo colpo al calcio romantico. Se deciderà di accettare dieci milioni (con i bonus) per cinque anni dal Toronto non si può non capire. In questo caso il cinismo è di De Laurentiis che non ama le bandiere: non credo che (volendo) non si potrebbe ancora trovare un compromesso tra domanda e offerta.
Ma Mbappè dal Psg o Pogba dal Manchester cosa vogliono di più? L’anno che è appena arrivato di queste vicende ne proporrà diverse, tipo quella di Vlahovic. Non firma il rinnovo, dove andrà resta un mistero. Ora che il Real Madrid ha preso Haaland (rivelato da lui in persona), il Gran Ballo dei Centravanti è cominciato. A giugno Lukaku potrebbe finire proprio al Tottenham di Conte con Harry Kane al City. Vlahovic, dicono molti operatori, sarebbe invece l’erede designato di Lewandowski al Bayern. Il polacco compirà 34 anni in agosto, è sempre un top, ma i tedeschi hanno grande lungimiranza e a proposito di cinismo non sono secondi a nessuno. Ma Vlahovic non doveva andare alla Juve? Altra pista da tenere aperta e puzza il fatto che i bianconeri per gennaio stiano cercando solo attaccanti in prestito, come se volessero tenere la maglia numero nove calda per giugno. Se Morata dovesse andare ora al Barca (probabile) in bianconero potrebbe sbarcare Cavani o l'ex Napoli Milik dal Marsiglia. Allegri preferisce Icardi, ma il Psg e il giocatore i prestiti li guardano con sospetto. E la Juve sa che prendendo Icardi dovrebbe mettersi in casa “tutto il pacco”, come successe in “Amici miei” con l’architetto Melandri e il cane Birillo. Non resta che aspettare. Ma per Vlahovic, volendo, ci sarebbero sempre in corda Atletico Madrid e Arsenal, la telenovela sarà lunga. All’Inter invece piacciono Scamacca e Raspadori. Mentre l’Atalanta s’è messa avanti e il primo acquisto dell’anno si chiama Boga, costato un ventino. Sarà travestito da Papu Gomez? Probabile. Anche la Fiorentina ha fatto un bel colpo prendendo dal Lille Ikonè per una quindicina di milioni più bonus. È cresciuto con Mbappè e da piccino dicevano che fosse più forte lui. Vedremo.
Intanto, sempre a proposito di bonus, c’è da aspettarsi da un giorno all’altro che qualche presidente esca fuori con la classica domanda: “Ma chi è questo bonus?”. Scene già viste.
E in tempo di plusvalenze drogate tutti i nomi sconosciuti o esotici sono buoni per sistemare i conti. A proposito, l’anno nuovo si ritrova sulla scrivania questa scottante pratica. Come finirà? L’inchiesta sulla Juve e gli accertamenti sui bilanci di altre società sono in corso. Aspettiamo fiduciosi. In senso buono, ovvio. Ma nelle ultime ore sono arrivati anche segnali positivi. O almeno incoraggianti. La Salernitana è salva, l’acquirente dell’ultima ora è arrivato, si chiama Iervolino, napoletano doc. Cosa volete di più? Tutto a posto, almeno così pare. Resta un piccolo giallo su un fondo svizzero che si sentirebbe escluso inspiegabilmente e avrebbe presentato un esposto alla magistratura. Se ora in testa dovesse tornarvi Lotito, per una volta cercate di non pensare male… Comunque la Salernitana vive e l’ennesima figura da cioccolatai (categoria per altro benemerita) del nostro calcio è evitata: non è poco.
C’è la coppa d’Africa che incombe. Una ventina di giocatori importanti lasceranno la serie A, con Napoli e Milan fra le più penalizzate. La Fifa non doveva organizzare un calendario razionale? Roba troppo semplice. A proposito, ricordo che quest’anno si giocheranno in Qatar i primi Mondiali invernali della storia. Per fortuna alla Fifa sanno che in estate negli Emirati Arabi fa parecchio caldo, almeno quello. Il Mondiale piegato ai petrodollari, in novembre e dicembre, non deve però scandalizzare nessuno, già i romani sapevano che “pecunia non olet”. Il denaro non puzza. Caso mai puzzano gli uomini per come usano il denaro, ma questo è un discorso più complesso.
Il problema è un altro: ai Mondiali l’Italia ci sarà? Domanda angosciante. I timori sono tanti, sarebbe una catastrofe economica e sportiva per il nostro calcio già fuori dai mondiali di Russia quattro anni fa. Nel doppio spareggio di fine marzo ci tocca prima la Macedonia e in caso di insuccesso godrebbe solo il titolista anonimo, sai che titoli verrebbero fuori tipo “macedonia all’italiana” e roba del genere… Non pensiamoci. Le difficoltà eventualmente ci sarebbero con il Portogallo di Ronaldo o la Turchia. Molto dipenderà dallo stato di forma del momento e dai giocatori disponibili. Con l’organico pieno l’Italia dovrebbe essere più forte di entrambe. E caso mai, in attesa, potremmo sempre organizzare un’intervista a Mancini che proprio a questo giornale e al sottoscritto, più di un anno fa, disse chiaramente e sorprendentemente: “Vinceremo l’Europeo”. Una roba che neppure Nostradamus… Ci vogliamo riprovare?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
